Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Tuvixeddu, un momento storico»

Fonte: La Nuova Sardegna
8 marzo 2010

DOMENICA, 07 MARZO 2010

Pagina 2 - Cagliari

Associazioni culturali ed ecologiste plaudono all’iniziativa del Consiglio regionale per acquisire le aree


Interrogativi sui termini dell’accordo col privato: denaro o permute?



Deliperi: «Pende ancora un ricorso al Consiglio di Stato contro l’autorizzazione paesaggistica del 1999»

CAGLIARI. Tutti d’accordo: l’ordine del giorno con cui il consiglio regionale ha dato il via all’acquisizione del compendio archeologico di Tuvixeddu al patrimonio pubblico è un passo avanti nella direzione giusta. Ora il mandato dell’assemblea dovrà tradursi in una legge finanziata, che dia sostanza al progetto di acquisto delle aree e rispetti i diritti dell’imprenditore privato.
«Per certi versi è un momento storico - sostiene Maria Paola Morittu di Italia Nostra - perchè dopo i più importanti giornali europei, dopo alcuni fra i più qualificati personaggi della cultura italiana anche il parlamento sardo si è accorto di quanto l’area di Tuvixeddu sia preziosa e degna di protezione. Non possiamo che essere soddisfatti in attesa di vedere quali saranno le proposte. Sarei più tranquilla se al costruttore proprietario delle superfici private venisse offerto soltanto denaro, perchè se l’idea è di rilanciare la permuta con la caserma Ederle di Cala Mosca ed altri beni di questo valore la cosa mi preoccuperebbe».
Maria Paola Morittu fa riferimento all’ipotesi avanzata a suo tempo dall’amministrazione Soru, che prevedeva il passaggio al gruppo Cualbu di immobili di proprietà pubblica, fra cui gli edifici militari di Cala Mosca, in via di dismissione. Quel progetto è abortito in partenza, mai formalizzato e comunque superato dalla caduta del governo regionale. Ora potrebbe tornare di moda, magari riveduto e corretto.
Anche per Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico, l’iniziativa dell’assemblea regionale va letta come «un passo positivo». Deliperi - così come il consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda e il presidente della Provincia Graziano Milia - è sempre stato un tenace assertore della via concertativa: «Solo con una politica di provvedimenti di vincolo e di salvaguardia, permute e acquisti si può arrivare a un’adeguata tutela e valorizzazione della più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo - sostiene il responsabile dell’associazione ecologista - noi, al di là di come si svilupperà l’iniziativa del consiglio regionale, continueremo a batterci con tutti i mezzi a disposizione perchè l’intera area archeologica e un’ampia fascia di rispetto diventino un parco archeologico-ambientale di sicuro richiamo culturale, turistico ed economico per Cagliari e per tutta la Sardegna». Deliperi ricorda fra l’altro che a breve sarà fissata l’udienza davanti al Consiglio di Stato per discutere il ricorso presentato dal Gruppo di intervento giuridico con gli Amici della Terra contro l’autorizzazione paesaggistica del maggio 1999 sull’intero intervento immobiliare, il nullaosta che sta alla base dell’accordo di programma del 2000 e che ha dato il sostanziale via libera al progetto di Nuova Iniziative Coimpresa, di cui faceva parte anche Impregilo e altri operatori privati.
Piena soddisfazione da parte di Legambiente, che ha diffuso una nota: «Ora finalmente - è scritto - il consiglio regionale della Sardegna ha fatto proprio l’allarme per il colle e finalmente riconosce Tuvixeddu come bene paesaggistico culturale e si appresta ad intervenire applicando le leggi in vigore per istituire un parco archeologico ambientale d’importanza regionale». Per Legambiente Sardegna, l’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale, che apre la strada all’acquisto delle aree delle della necropoli punica «è un risultato positivo per tutta la Sardegna». Per festeggiarlo l’associazione ambientalista ha promosso una manifestazione per domenica 28 marzo nelle aree del futuro parco: «E’ un primo importante passo del quale ci sentiamo partecipi e anche fautori, insieme a quanti hanno sostenuto la nostra battaglia, basata sulle reali valenze archeologico-paesaggistiche del compendio Tuvixeddu-Tuvumannu, articolata su studi approfonditi e norme di legge, e perfettamente in linea con la storia della città, contrariamente al parere di quanti hanno cercato di sminuirla o di liquidarla» hanno scritto in una nota il presidente regionale Vincenzo Tiana e il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza.
«Ci impegniamo fin d’ora - scrive Legambiente - a collaborare con le istituzioni per giungere coi passi più opportuni e nel modo più utile alla collettività alla realizzazione del parco archeologico ambientale». (m.l)