Reportage

Alla scoperta della storia e dei tesori del luogo simbolo del potere cittadino.
Il Palazzo Civico di Cagliari
Il Palazzo Civico di Cagliari

Il Palazzo Civico di Cagliari, che si erge come una baluardo di pietra bianca, elegante nelle forme e nei colori, vela chiara incontro al mare, non è sempre stato lì dove si trova oggi: al n°145 di via Roma. O, per meglio dire, non è sempre stata quella la sede della municipalità cittadina.

L'ubicazione originaria, infatti, era nel cuore arroccato di Castello, nella parte alta e fortificata della città, dove poteva essere meglio difeso: a piazza Palazzo. Fu un’intuizione di Ottone Bacaredda, lungimirante sindaco di una Cagliari ancora ottocentesca, ma già protesa verso il secolo successivo, a trasferire la sede della principale Istituzione cittadina in un luogo geografico opposto al precedente: in via Roma, in quel quartiere Marina così popolare ma già con ambizioni di eleganza, da salotto borghese, di fronte al mare a guardare verso l’esterno e non a proteggersene come era stato fino a quel momento.

Un trasferimento di poteri culminato in un trasloco vero e proprio, per il quale si rendeva evidentemente necessaria l'edificazione di un nuovo Palazzo. Attraverso questa mossa, la nuova amministrazione intendeva esprimere anche un’impostazione politica differente rispetto al passato, una disponibilità all’incontro, una visibilità e un’apertura che segnavano un netto taglio con l’atteggiamento orgogliosamente diffidente da sempre mostrato. Cagliari si proponeva dunque come città nuova e moderna, proiettata verso il mare, sicura di sé, e con un biglietto da visita di indubitabile impatto: il suo Municipio.

Per meglio arrivare a comprendere l'importanza storica di un simile cambiamento è necessario calarsi, con la mente, nella Cagliari di fine '800, che certamente aveva poco a che vedere con la città odierna. Essa era abitata da poco più di 50 mila persone, che erano già un gran traguardo, se si pensa che ancora a metà del secolo si era intorno alle 30 mila, e, dal punto di vista politico, era sempre stata governata da alcune famiglie dell'aristocrazia che, a loro volta, avevano stretti legami con la Corona sabauda. Una città in mano a pochi nobili, statica, povera, chiusa.
Finché non avvenne l'auspicato mutamento: il potere passò in mano ai “nuovi” ricchi, una borghesia commerciale che aprì la città, letteralmente, e la arricchì grazie ai nuovi traffici, alle fabbriche, alle industrie che via via cominciarono a sorgere allettando le popolazioni del contado che si riversarono nella città rimpolpandola, mentre nuove infrastrutture concorsero a conferirle un aspetto finalmente moderno e dinamico, da vera città europea insomma.

Era il 14 Dicembre 1896 quando la seduta del consiglio comunale deliberò che la sede del Palazzo Civico dovesse uscire dalle mura fortificate e scendere verso il porto. Una decisione combattuta, ma alla fine risultata vincente. A cavallo del secolo furono realizzati i lavori di costruzione, per giungere alla solenne cerimonia di inaugurazione nel Marzo del 1907.
Meno di un decennio per un cambiamento che voltava una pagina durata otto secoli.