Reportage

I gusti della tradizione e l'esperienza della lavorazione dall'alimentazione all'enogastronomia.
Roberto Bompiani
Roberto Bompiani

Il cibo di recente riempie le bocche di tantissimi, forse troppi intenditori per ore e ore di turpiloqui televisivi riducono il cibo ad uno strumento di share. Sono frequenti attacchi di ira, panico e pianti, che sfociano in pietanze volanti scagliate sul pavimento o gettate all'immondizia.

Ognuno da piccolo sviluppa un proprio concetto di cibo, ricco di valori e principi.
Il cibo può essere considerato un rifugio, uno status symbol, una consolazione o  un forte senso di responsabilità verso ciò che si mangia.

Ma quale è il nostro approccio al cibo di fronte ad una serie infinita di proposte? È una scelta di portafoglio, o esclusivamente ideologica, oppure ambientale, se non una scelta futurista?
Ma se rinunciassimo solo per un momento al minimalista, etnico, straniero, bio molecolare, radical, vegan per riscoprire i gusti forti dello zafferano, gli aromi variegati del miele, le sinuosità lente dell'olio? Ma soprattutto per riscoprire il patrimonio immenso e unico di sapori caratteristici della nostra isola, nati dallo sposalizio tra tradizione e storia, ambiente naturale e conformazione del terreno.