Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Via Seruci, residenti ostaggio dei tossici

Fonte: L'Unione Sarda
26 novembre 2009

Is Mirrionis. Proteste di una trentina di famiglie in un palazzo di proprietà del Comune
Gli abitanti chiedono un intervento delle forze dell'ordine

Vita da incubo per trenta famiglie che risiedono in uno stabile popolare di cinque piani in via Seruci 3 a Is Mirrionis. La porta d'ingresso di un appartamento disabitato del secondo piano è stata sfondata e la casa incustodita si è trasformata in un rifugio per sbandati e tossicodipendenti. Al di là della porta divelta si intravedono siringhe abbandonate e rifiuti di ogni genere, oltre a secchi metallici ricolmi di liquami maleodoranti. I residenti sono disperati e chiedono aiuto. Non escono quasi più di casa per paura di fare brutti incontri e auspicano un intervento di forze dell'ordine e Comune. «Non ce la facciamo più a vivere nella paura», dice in lacrime Anna Urru, 62enne disabile, residente al primo piano, «da quando quella porta è stata fracassata, nel palazzo è un continuo via vai di tossici e prostitute».
DEGRADO Una situazione di degrado insostenibile alla quale si somma il gravissimo dissesto della vecchia palazzina che necessiterebbe di una ristrutturazione. «Abbiamo infiltrazioni d'acqua e liquami dappertutto», si lamenta Raffaele Scano, un altro residente, «uno strato di muffa riveste le pareti interne delle nostre case e nella palazzina c'è una puzza insopportabile». I residenti sono convintissimi che le perdite e i cattivi odori provengano dall'appartamento del secondo piano, perché i drogati getterebbero nel water di tutto (incluse le siringhe usate) intasando in questo modo le tubature. Nella palazzina, tra l'altro, vivono anche diversi bambini. «Il Comune ci deve assolutamente aiutare», si sfoga Marinella Portoghese, 56enne cardiopatica che risiede in via Seruci insieme al marito invalido.
La capoarea dei Servizi al cittadino del Comune Ada Lai ha dichiarato di non essere a conoscenza della vicenda. «Scopro solo ora che esiste una situazione di tale gravità. Mi attiverò immediatamente per vedere cosa si può fare per risolvere il problema». Nessuna sorpresa invece per Efisio Ibba, dirigente del Servizio alloggi del Comune: «Avevamo sbarrato», spiega, «la porta d'ingresso con grossi catenacci, ma è stata sfondata».
PAOLO LOCHE

26/11/2009