Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

La carica di 150 sindaci per i fondi tagliati

Fonte: La Nuova Sardegna
26 novembre 2009

GIOVEDÌ, 26 NOVEMBRE 2009

Pagina 3 - Fatto del giorno

Il presidente Claudia Lombardo assicura ai rappresentanti dei Comuni un incontro prima del voto finale

La carica di 150 sindaci per i fondi tagliati


CAGLIARI. Quando terminerà la discussione generale sulla manovra finanziaria, presumibilmente all’inizio della prossima settimana, i capigruppo in Consiglio incontreranno una delegazione dell’Anci nell’aula della commissione Bilancio. La proposta del capogruppo del Pdl, Mario Diana, durante l’incontro nell’aula dell’assemblea sarda ha trovato il consenso del presidente dell’Anci, Tore Cherchi, e del sindaco di Cagliari Emilio Floris che si sono fatti portavoce delle richieste di allentare la morsa del Patto di stabilità sui bilanci comunali, modificandone le regole, e di adeguare il fondo unico degli enti locali all’incremento delle entrate fiscali. Sui numeri è guerra: per l’Anci sono stati sottratti ai comuni 110 milioni di euro; per il presidente della commissione Bilancio, Maninchedda, il Fondo è cresciuto del 26,7%. Il presidente Claudia Lombardo, ha annunciato che si farà «promotrice d’un intervento presso la Giunta per trovare un punto d’incontro». La manifestazione dei circa 150 sindaci che si sono radunati ieri davanti al Consiglio è stata accompagnata da forti tensioni all’esterno del palazzo, poi stemperate dalla decisione di Lombardo di ricevere nell’aula tutti i primi cittadini, e non soltanto una loro delegazione. Sono intervenuti i capigruppo, fra i quali Franco Cuccureddu (Mpa), striscia tricolore sul petto, nella doppia veste di sindaco di Castelsardo e consigliere regionale. «La Regione ha competenza esclusiva sulle regole del patto di stabilità dei comuni e la questione può essere risolta con un emendamento alla finanziaria che la Giunta si è impegnata a valutare», ha sostenuto Cuccureddu. «Non esistono ricette facili», ha replicato Diana (Pdl). «Invito il collega a presentare l’emendamento, perché se davvero rappresenta una soluzione siamo pronti a sottoscriverlo. Abbiamo tutti la volontà di risolvere i problemi».