Rassegna Stampa

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Positivi anche col green pass valido a caccia del tampone, lunghe code nel girone dannato in via Rom

Fonte: web Castedduonline.it
12 gennaio 2022

Positivi anche col green pass valido a caccia del tampone, lunghe code nel girone dannato in via Romagna a Cagliari

Un controsenso? Praticamente sì: fuori dal padiglione N della Cittadella della salute i contagiati sperano di poter essere sottoposti al molecolare dopo giorni chiusi in casa e tra loro c’è chi, nonostante la positività, ha la certificazione verde attiva. Antonio, 60enne di Quartu: “Caffè preso al bar senza problemi, assurdo”. Veronica, mamma 48enne: “Mia figlia positiva dopo due dosi di vaccino, green pass valido: ho paura a farle fare la terza”. Bruno di Settimo San Pietro: “Ho portato mia figlia per il tampone, non è positiva: ha viaggiato e lo fa per sicurezza”. 

C’è chi è arrivato all’alba, chi con “comodo” alle nove e chi anche alle undici passate. La lunga fila dei “disperati” positivi al Covid in via Romagna a Cagliari, fuori dal padiglione N della Cittadella della salute, si ingrossa sin da subito e, poi, diventa più snella. Ma solo perchè c’è chi si è accomodato dentro le automobili in attesa di essere chiamato, oppure passeggia nervosamente nel vialetto. Un cartello appeso alla ringhiera ricorda che dal 28 dicembre scorso i positivi al test antigenico non possono eseguire il molecolare senza aver prima prenotato. Qualcuno ubbidisce, altri invece arrivano con tra le mani il foglio della positività al Covid e sperano di ottenere un bigliettino col un numero. Ma ciò che emerge è che, in tanti, hanno il green pass ancora attivo: positivi al virus ma con la certificazione verde regolare. In pratica, sanno di essere positivi grazie a un primo tampone e solo la loro coscienza li “frena” dall’andare al ristorante, a bordo di un bus o, semplicemente, a spasso. Come nel caso di Antonio A., 60enne quartese: “Positivo all’antigenico dal 31 dicembre, l’Ats non mi ha mai chiamato. Son qui dalle 6:30, sono il trentunesimo”, spiega, mentre attende la chiamata spaparanzato dentro la sua automobile: “Ho già fatto due vaccini, fisicamente sto bene. Per coscienza son rimasto dieci giorni a casa, ho scoperto la positività perchè avevo un po’ di influenza e per scrupolo ho fatto il tampone in farmacia, pagandolo 15 euro. Rido, ma sono molto arrabbiato, ho deciso di uscire di casa e venire qui per farmi questo benedetto tampone. Inoltre, il mio green pass è valido, ho fatto una prova prendendo un caffè”, afferma il sessantenne: “Vorrei tanto poter capire, se sono positivo non devo avere il green pass valido”. E, molto probabilmente, è tutta colpa della mancata comunicazione tra farmacia, Ats e gli altri enti preposti.
Veronica ha 48 anni e arriva da Quartu, accanto a lei c’è la figlia, una quindicenne: “È lei ad essere risultata positiva a un antigenico fatto sabato scorso nella palestra di via Nenni”, dice la donna, indicando la ragazzina. “Ma un altro che ha fatto a casa, dopo, comprato in farmacia, risulta negativo. Ho chiamato il nostro medico e non sapeva niente, mia figlia è vaccinata con due dosi e ora ho paura, sono terrorizzata a farle fare la terza. Sarà veramente positiva o negativa?”, si chiede la 48enne. E viene difficile pensare a un errore nel centro tamponi di via Nenni, il “falso negativo” potrebbe essere proprio il test rapido acquistato in farmacia e fatto a casa. Ma mai dire mai: “Comunque, il suo green pass è attivo. Ho subito avvisato la scuola, ci era stato promesso che avrebbero avvisato sia l’istituto sia l’Ats. Mia figlia dovrà stare dieci giorni a casa, poi però dovrà rientrare a scuola. E i documenti chi me li darà? In farmacia non possiamo andare, ci hanno già detto che non fanno tamponi ai positivi”. E allora, numero 50 tra le mani, non rimane altro da fare che attendere. Bruno Deiana, di Settimo San Pietro, attende che la figlia venga sottoposta al test: “Ha viaggiato ed è tornata da pochi giorni, lo fa per sicurezza dopo aver parlato col suo medico di famiglia che le ha indicato proprio la Cittadella della salute di via Romagna. Siamo arrivati alle 9, dopo due ore siamo ancora qui. Io ho fatto il tampone a casa ieri, li abbiamo finiti”, racconta. “Li acquistiamo in farmacia, a casa avevamo delle bustine con dentro dieci tamponi. Sicuramente non sarebbe male se attivassero più centri tamponi, tutto sarebbe più sbrigativo”.

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