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"È tempo di ripartire, dobbiamo riprendere a vivere": il lungo post del sindaco di Cagliari

Fonte: www.youtg.net
3 maggio 2021

"È tempo di ripartire, dobbiamo riprendere a vivere": il lungo post del sindaco di Cagliari
 


CAGLIARI. Nel giorno della festa di Sant'Efisio e dei lavoratori, il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu scrive un lungo post sui social che è un invito a una "scelta coraggiosa", quella di "riprendere a vivere". Il messaggio per i cittadini arriva poche ore dopo il passaggio di Sant'Efisio per le strade di Cagliari, ancora una volta solo, con i pochi fedeli residenti ad assistere al suo pellegrinaggio per via delle norme anti-Covid. Ma il sindaco fa una riflessione più ampia, sulla festa del lavoro e sul futuro.

"Per il secondo anno consecutivo celebriamo Sant’Efisio in tempo di pandemia - scrive Truzzu - e in modo quasi intimo. Il nostro modo di vivere è cambiato. Siamo sempre più connessi eppure sempre più distanti. E mi dispiace che ancora una volta dobbiamo rinunciare a questa grande festa di popolo. Il primo maggio però non è solo Sant’Efisio. È anche la festa dei lavoratori. Ma oggi non è facile parlare di festa perché tanti, in quest’anno drammatico, il lavoro lo hanno perso, o più semplicemente non lo hanno potuto fare. Voglio stringermi a chi combatte con enorme difficoltà, a chi cerca in tutti i modi di stare a galla, di far passare il momento, di riprendersi e di guardare con fiducia al futuro.
In questi mesi ho ascoltato e letto molte delle vostre storie. E dietro ognuna di queste storie c’è sofferenza. Ci sono famiglie e figli, solitudini e situazioni di ordinaria difficoltà. A ognuno di voi voglio dire che noi ci siamo. Io ci sono, anche solo talvolta per ascoltarvi, per offrirvi conforto, perché magari di più non posso fare.
Davanti a una situazione così complicata e difficile, siamo chiamati a scelte coraggiose. Dobbiamo riprendere a vivere. Non possiamo pensare che il nostro futuro sia quello di un Italia a colori nelle parole, ma grigia nei fatti. Chiusi in casa e immobili rischiamo di morire per altri motivi. E noi abbiamo il dovere civile e morale di evitarlo".

"È arrivato il momento del coraggio", scrive il sindaco, "Oggi dobbiamo sconfiggere la paura. Perché quella di oggi non è vita. Lavoriamo senza incontrarci, non ci guardiamo più negli occhi, non possiamo tendere la mano al nostro collega per aiutarlo o per essere aiutati. I negozi sono chiusi, le aziende sono chiuse, i porti, le stazioni, gli aeroporti sono vuoti. E ogni giorno, senza rendercene conto, perdiamo un pezzo di libertà. Perché impedire alle persone di lavorare per un tempo così lungo, significa privarle di essere libere. Di essere se stesse.
Oggi, primo maggio, il mio appello è alla vita. Al lavoro. Alla libertà. Alla necessità ormai improcrastinabile di riaprire e ripartire. Qualcuno dirà che non c’è alternativa. Come se fosse un’alternativa vivere da morti per non rischiare di morire da vivi. Ragioniamo allora, elaboriamo altre strategie, capiamo che il rischio è insito in qualsiasi lavoro. Che se vogliamo realmente celebrare e festeggiare il lavoro è necessario correre dei rischi. Del resto ciò che muove ognuno di noi, ciò che rende le nostre vite degne di essere vissute, è il desiderio. E ogni volta che abbiamo desiderato qualcosa, ci siamo impegnati per ottenerla, abbiamo rinunciato a qualcos’altro, abbiamo corso dei rischi. Ed è questo che rende le nostre vite interessanti.
Usciamo quindi dalla paura, siamo audaci. Mettiamo da parte la tristezza, leggiamo il presente, il caos e le difficoltà e affrontiamole. Abbiamo il talento e il coraggio per farlo. Per tornare tutti alla nostra vita e augurare a tutti buon primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori". 

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