Rassegna Stampa

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Estate del Covid-19, i segni della crisi: nello scalo di Olbia -50% di passeggeri

Fonte: web sardiniapost.it
1 luglio 2020


Estate del Covid-19, i segni della crisi: nello scalo di Olbia -50% di passeggeri
 

Sono i numeri della crisi, i segni di recessione che sembra scontata. Da Olbia, l’amministratore delegato dell’aeroporto, Silvio Pippobello, lo premette con chiarezza: “C’è tanta voglia di Sardegna e non senza ottimismo”. Ma alla fine della fiera, guardando i numeri di una stagione partita in ritardo, si arriverà “a un calo di passeggeri del 50 per cento”, dice il manager che guida Geasar, la società di gestione dello scalo gallurese,, il Costa Smeralda.

A Olbia ci stanno comunque prevendo: dai 19 collegamenti oggi operativi si arriverà ai 62 previsti da inizio agosto, quanti quelli dell’anno scorso. Il coefficiente di riempimento degli aerei continua a salire, adesso si attesta sul 75 per cento e il trend positivo. In Geasar non hanno il morale a terra. Dopo la lunghissima chiusura cominciata a marzo, quando erano permessi solo i viaggi per motivi di lavoro e salute (così sino a maggio), la programmazione estiva è segnata dal last minute, da norme in continua evoluzione e uno scenario globale di difficile lettura.

“Sono partiti dapprima i voli privati – continua Pippobello -, i cui movimenti sono vicini a quelli di un anno fa. Quindi è stata la volta della continuità territoriale e dei voli domestici, infine le tratte internazionali. A metà luglio – va avanti il manager – contiamo di arrivare a un tasso di riempimento del 90 per cento, sino al 100 per cento di inizio agosto”. Mario Garau, responsabile dello Sviluppo delle rotte, ricorda che “negli ultimi sette anni lo scalo di Olbia è cresciuto del 6 per cento annuo, arrivando nel 2019 a 3 milioni di passeggeri con progressi sul profilo della destagionalizzazione”. Anche per questo “il 2020 è l’anno zero, tutti ci troviamo a ridipingere uno scenario nuovo”.

Quanto alle compagnie, “in termini di destinazioni – proegue Garau – non abbiamo perso rispetto allo scorso anno. Si defilano però le compagnie che operano nel Nord Europa, da Brusselles Airlines ad Air Baltic, ma altre incrementano la loro presenza. In passato i passeggeri internazionali erano di più, quest’anno il 60 per cento del traffico sarà nazionale. A luglio prevediamo un calo del 50 per cento rispetto al 2019, in agosto del 22, ma in settembre e ottobre sarà più contenuto. Pensiamo quindi di chiudere l’anno con un calo del 50″, conclude il manager.

La parte del leone la farà l’Italia, poi Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Olanda e Austria. Il vettore di riferimento sarà easyJet, a seguire Alitalia e Volotea, che attiva tre collegamenti per lei nuovi: Bologna, Pescara e Trieste. Tra le novità la linea con Varsavia operata da Lot, quella di Blu Panorama con Milano Malpensa e di Corendon per Norimberga. I numeri sono stati al centro del webinar ‘Olbia Airport off-block – Summer 2020 e scenari per il futuro’, che ieri pomeriggio ha tenuto banco. Insieme ai vertici dello scalo, esponenti nazionali e regionali della filiera aeroportuale e della ricettività turistica.

 

 

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