Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Presto la sentenza sui disastri edilizi a Tuvixeddu. E l’obbrobrio di cemento è sempre lì

Fonte: Vistanet Cagliari
7 marzo 2020


Presto la sentenza sui disastri edilizi a Tuvixeddu. E l’obbrobrio di cemento è sempre lì
Questa è una storia all'Italiana, o meglio a “Sa Sarda” che ha dell'incredibile, in cui a seconda di quanto stabilirà la Cassazione (la sentenza è imminente) la Regione potrebbe ricuperare 83 milioni di euro. Tutti, giustamente, pensano ai soldi pubblici, ma a Cagliari c'è un ecomostro legato a questa vicenda di cui si ricordano in pochi.


Se non fosse che è tutto vero, sembrerebbe una fiction: le vicende legate alla più importante necropoli punica del Mediterraneo, salvata da una scellerata, ma autorizzata cementificazione cominciano quasi 30 anni fa e tra poco si concluderanno. Tuvixeddu (grazie al cielo) non si tocca, quello che ancora non si sa, è se la Regione riuscirà a recuperare gli 83 milioni, che ha dovuto sborsare come esoso risarcimento, all’ impresa Cualbu.

Ma facciamo un passo indietro. Siamo negli anni ’90, la ditta Cualbu ha un grandioso progetto di edificazione, 340mila metri cubi di cemento, palazzi a 6 piani e altri edifici, addirittura una strada a due corsie, che attraverserà l’area della necropoli. Il Comune di Cagliari guidato dal sindaco Mariano Delogu e la Regione col presidente Mario Floris sottoscrivono un accordo di programma che autorizza il progetto.

L’accorato appello di associazioni ambientaliste e culturali tra cui Fai, Italia Nostra, Archistoria e soprattutto Grig di Stefano Deliperi sono riuscite ad attirare l’attenzione delle istituzioni. Renato Soru nel 2007 ferma la lottizzazione stabilendo un vincolo di inedificabilità assoluto. Nel corso degli anni si sono susseguiti una serie di ricorsi, alcuni favorevoli alla Regione, altri all’impresa. Fino all’arbitrato di aprile del 2018 con cui i giudici romani hanno dato ragione alla Regione che aveva impugnato l’arbitrato del 2014.



Quest’ultimo infatti, aveva imposto alla Regione il pagamento di un maxi risarcimento di quasi 78 milioni di euro, diventati 83 milioni con gli interessi legali, la Regione dovette pagare, ma si oppose e nel 2018 venne deciso che l’importo dovuto all’impresa di Cualbu era di soli 1.205.900 euro. Tuttavia l’imprenditore si appellò ancora una volta e non restituì gli 83 milioni di euro. A breve arriverà la sentenza definitiva che deciderà una volta per tutte e metterà la parola fine a una vicenda quasi trentennale.

Nel progetto però era prevista anche una strada chiamata “Passante Cadello- San Paolo” che avrebbe dovuto mettere in comunicazione via Is Maglias e via Castelli con via Falzarego e poi via San Paolo, addirittura si sarebbe dovuto buttare giù un pezzo del liceo classico Siotto. Una parte della strada sarebbe dovuta essere una sorta di tunnel. Per il primo tratto – Cadello Is Maglias – appaltato alla Gecopre i lavori erano già stati avviati . Il colle di Tuvumannu era stato scavato, per la realizzazione di un tunnel a sette metri di profondità.

Quando venne stabilito il blocco dei lavori un terzo del tunnel era stato già realizzato. Era già arrivata anche una imponente colata di cemento e da allora la situazione è rimasta immutata, quella che si può vedere nelle foto. Tra poco arriverà la sentenza e dato il vincolo assoluto di inedificabilità, quella strada non potrà essere più costruita. Si spera che qualunque sarà la decisione, i giudici stabiliscano che questo scempio sparisca e che la zona venga riqualificata.