Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«La famiglia al primo posto, favoriremo la maternità»

Fonte: L'Unione Sarda
5 settembre 2019

Stefania Loi (FdI), impiegata di 52 anni, è la presidente della commissione Pari opportunità «La famiglia al primo posto, favoriremo la maternità» 

«Il primo obiettivo sarà favorire la maternità. Fare in modo che le donne siano consapevoli dei propri diritti». Stefania Loi, (FdI) impiegata 52enne, presidente del Movimento per la vita, guida la commissione Pari Opportunità. «Vogliamo tutelare la famiglia e lavoreremo per non lasciare indietro nessuno».
Obiettivo ambizioso, come farete?
«Si comincia dall'educazione a scuola, ma anche da seminari e incontri di concerto con la Asl».
Qualcosa di concreto?
«Costruire case di accoglienza per donne e bambini in situazioni di criticità, far sapere alle donne che hanno la possibilità di partorire in anonimato senza sentirsi giudicate».
La sua è la Cenerentola tra le commissioni?
«Se così fosse speriamo che proprio come Cenerentola risorga dalle ceneri».
Ci sono commissioni più importanti.
«Assolutamente sì, ma alla fine tutte possono essere importanti. È nata da poco ma è una commissione trasversale che deve collaborare con diversi assessorati: Affari generali, Pubblica istruzione, Politiche sociali, Cultura e Sport».
Lei avrebbe preferito le Politiche sociali.
«Ma no, va bene. Si è deciso così e vedremo di lavorare bene».
L'ultima commissione si è occupata di toponomastica al femminile. È un tema che le sta a cuore?
«Vedremo se ci sarà interesse da parte del resto della commissione».
Tra i commissari solo due su dieci sono uomini. Pochi per le Pari opportunità.
«Probabilmente sì, ma credo serva una riflessione sul concetto “pari opportunità”. La mission è donna, ma credo la prospettiva debba essere allargata ad altre categorie».
La questione di genere appartiene al passato?
«No, ma credo non sia un concetto ancorato soltanto alla distinzione tra uomo e donna. Ci sono altre categorie».
Quali?
«Bisogna fare uno studio e individuare i settori in cui intervenire. Giovani e anziani, appunto, uomini e donne, ma anche disabili».
Più attenzione per le categorie deboli, insomma. Anche per i migranti?
«Non parlo di migranti, parlo di persone».
In quanto persone studierete progetti anche per loro?
«Sì, in quanto persone sì».
Nessuna conferma tra i commissari uscenti, chi le darà consigli?
«C'è Marzia Cilloccu che durante la scorsa consiliatura aveva la delega alle pari opportunità, cercheremo di collaborare: se ci sono delle buone prassi le porteremo avanti. Miglioreremo quel che è stato fatto. Io punterò tantissimo sull'educazione, serve lavorare per sensibilizzare al rispetto.
Voi che ruolo avrete?
«Avremo un approccio assolutamente propositivo».
Cosa può fare la commissione?
«Ci sono tante idee e tanti temi che possono essere affrontati. Noi, per esempio, siamo il popolo degli anziani. Vale la pena chiedersi: siamo una città che accoglie gli anziani?
La risposta qual è?
«Forse non abbastanza, il più delle volte i nonni sono relegati, quando va bene, al ruolo di baby-sitter. Invece sono molto di più: conoscenza, sapere, cultura da tramandare. Servono pari opportunità anche per loro».
Il numero di donne in Consiglio è salito, ma siete in minoranza.
«Non ho gli strumenti per valutare».
Pensa che la legge sulla preferenza di genere sia stata utile?
«Penso che le donne stiano prendendo adesso coscienza delle loro potenzialità anche in ambito politico».
La strada è ancora lunga?
«Forse no. Dopotutto appartengo a un partito che ha una donna come leader: abbiamo capacità e competenza».
Ma è un'eccezione.
«Ci sono meno candidate. Noi donne abbiamo altri interessi. Probabilmente l'uomo è avvantaggiato, fa il politico punto. La donna fa tutto il resto».
Inviterà le associazioni in commissione?
«Assolutamente sì, sono loro ad avere il polso della situazione e possono portarci le problematiche del territorio. Cagliari deve diventare una città accogliente».
Non lo è?
«Si, ma può sempre migliorare».
Mariella Careddu