Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Il Corpo forestale vigilerà sul Parco

Fonte: L'Unione Sarda
6 giugno 2019


Un accordo condiviso per la difesa e la valorizzazione del parco di Molentargius: è il contenuto del protocollo d'intesa firmato all'edificio Sali scelti da Regione ed ente Parco per la tutela e la salvaguardia dei 1.500 ettari dell'area naturale di Molentargius. L'oasi è il sito più importante nel bacino del Mediterraneo per la nidificazione dei fenicotteri ed è l'habitat di diverse specie animali e vegetali.
Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale sorveglierà l'area e perseguirà eventuali reati ambientali. L'ecosistema del parco è a rischio, bracconieri e incendiari sono in cima ai pericoli principali. «La presenza dell'uomo deve rappresentare un valore aggiunto», afferma il neo assessore all'ambiente Gianni Lampis, «per usufruire delle risorse del Parco ci vogliono consapevolezza e responsabilità. Il Corpo forestale avrà un ruolo determinante nella prevenzione e nello scambio di buone pratiche per valorizzare in maniera determinante l'area di Molentargius». Soddisfatti Paolo Passino e Claudio Papoff, presidente e direttore del Parco: «Quest'atto permette un controllo più pressante sul territorio, il Parco è un immenso patrimonio da far conoscere e valorizzare».
Presenti dal 2007 con una stazione all'interno del Parco, gli uomini della Forestale sono i suoi guardiani. Gli illeciti maggiormente riscontrati sono la pesca abusiva, l'abbandono dei rifiuti e le violazioni del codice della strada. Diverse aree, per la loro importanza paesaggistica, sono interdette al traffico. Altre infrazioni sono state rilevate dal Corpo di vigilanza ambientale, come spiega il comandante Antonio Casula: «Spesso vengono abbandonate anche carcasse di animali non autoctone, appartenenti a diversi ambienti naturali». Negli scorsi mesi è stata ritrovata una famiglia di tartarughe, riportata al suo ambiente naturale. «Ci sono stati casi di caccia e furti di sabbia. È elevato il rischio di incendi, dolosi e colposi. Il fatto che il Parco si trovi tra due zone densamente popolate implica che vi debba essere una costante attenzione per un'efficace salvaguardia». Gli agenti potranno servirsi di sette telecamere sistemate in punti strategici, foto trappole e un drone.
Matteo Piano