Rassegna Stampa

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Proibire anche in Sardegna l’utilizzo di utensili da cucina monouso di plastica

Fonte: Web Ad Maiora Media
9 aprile 2019

Proibire anche in Sardegna l’utilizzo di utensili da cucina monouso di plastica (Giorgio Fresu)

Il 2018 è stato l’anno che ha registrato le temperature più alte del mare, da quando si è iniziato a misurare le condizioni termiche dell’acqua con regolarità. Si è rilevato un incremento di circa un decimo di grado rispetto alla media sul lungo periodo.

 

Dagli uragani al generale aumento di potenza del moto ondoso, fino al soffocamento degli esseri marini, la temperatura delle acque è indice del progressivo surriscaldamento globale ed è all’origine di effetti devastanti soprattutto per l’uomo. Perché più calore significa meno ossigeno. Fra surriscaldamento delle acque, scioglimento di ghiacciai, scarichi incontrollati, presenza di rifiuti e di plastica in particolare, i nostri mari chiedono aiuto. Che fare? Al di là del buon senso di tutti, noi, che dovremmo avere il massimo riguardo nei confronti dell’ambiente, si è innescato, da oltre un anno, un sistema di sensibilizzazione più incisivo rispetto al passato. Lo Yacht club Costa smeralda, per esempio, ha dato vita al programma “One ocean foundation”: una fondazione, presieduta dalla principessa Zahra Aga Khan, che persegue il proposito di accelerare il necessario intervento sugli aspetti più critici che interessano l’oceano. Gli obiettivi prevedono la promozione della ‘blue economy’ e la diffusione della cultura e della conoscenza dei mari, con un raggio quanto più ampio e profondo a livello globale, coniugando sport, imprese, associazioni e scienza.

Un progetto che vuole connettere ricerca, aziende, istituzioni, policy maker e singoli individui, che trovano nell’amore per il mare e nella protezione dell’ambiente un tratto identitario comune. Molti sindaci, invece, hanno proibito l’utilizzo di utensili da cucina monouso di plastica. La plastica ‘usa e getta’, che per anni ha fatto parte delle nostre abitudini, verrà messa al bando. Quest’ultima iniziativa rappresenta un ulteriore, ma significativo, passo verso la limitazione di tale materiale, tanto utile quanto fortemente inquinante. Sicilia e Toscana sono le regioni più attive nell’emanare le ordinanze di divieto. I sindaci della Sardegna hanno appena cominciato. Meglio tardi che mai.

Giorgio Fresu (da “Tepilora.info”)