Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Stop plastica monouso nelle spiagge sarde. La proposta di Anci Sardegna per un mare più pulito

Fonte: Vistanet Cagliari
25 marzo 2019


Stop plastica monouso nelle spiagge sarde. La proposta di Anci Sardegna per un mare più pulito
"Anci Sardegna invita la Regione a valutare una simile azione a partire dal 2019 naturalmente facendo un’azione di coinvolgimento dei comuni costieri, degli operatori turistici, dei concessionari delle stazioni balneari".

     
Plastica al bando nelle spiagge sarde. È la proposta di Anci Sardegna che, sulla scia del provvedimento annunciato dalla Regione Puglia, vorrebbe che anche nelle spiagge sarde si vietasse già da ora l’uso della plastica monouso. Di recente, infatti, la Puglia ha messo al bando tutti gli oggetti in plastica monouso compresi i sacchetti di plastica, ad eccezione però delle bottigliette di plastica, che per il primo anno dall’entrata in vigore del provvedimento saranno ancora permesse.

Si tratta di un’iniziativa che anticipa – ricorda l’Anci Sardegna – di ben due anni la direttiva comunitaria che vieterà dal 2021 l’uso della plastica monouso sulle spiagge, per difendere i mari e gli oceani dall’inquinamento. Un divieto che è solo il primo passo per la conversione graduale all’economia circolare, che permetterà all’Europa di intervenire sul problema della plastica e dei rifiuti. “La direttiva – scrive l’Anci Sardegna – poggia su norme esistenti, come la direttiva quadro sulla strategia marina e le direttive sui rifiuti, e va a integrare altre misure adottate per contrastare l’inquinamento dei mari, come la direttiva sugli impianti portuali di raccolta, e le proposte di restrizioni della microplastica e della plastica oxodegradabile”.

I benefici ambientali ed economici dall’applicazione della direttiva europea sono molteplici, fra questi la riduzione delle emissioni di CO2 per ben 3,4 milioni di tonnellate, ma anche i risparmi per i consumatori che si aggirano intorno ai 6,5 miliardi di euro e, infine, la riduzione dei danni ambientali per 22 miliardi di euro entro il 2030.

“Sarebbe un ottimo segnale – conclude Anci Sardegna – se anche la Regione Sardegna, dopo un confronto partecipativo con i comuni costieri (sui controlli, sui fondi per far rispettare l’ordinanza, per i percorsi educativi delle comunità, per i cartelli informativi e pubblicitari) con gli operatori del settore e con i rappresentati del commercio, inserisse una previsione di questo tipo dentro l’Ordinanza Balneare 2019”.

L’idea di Anci Sardegna arriva come un suggerimento alla Regione Sardegna che, attraverso il coinvolgimento dei comuni e degli operatori privati, così come dei cittadini, può dare un contributo alla tutela dell’ambiente e al contrasto all’inquinamento dei mari.