Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

I silos del Molo Rinascita hanno i giorni contati: appello agli imprenditori per salvare l’edificio

Fonte: Vistanet Cagliari
20 marzo 2019


I silos del Molo Rinascita hanno i giorni contati: appello agli imprenditori per salvare l’edificio
«Se entro il 31 marzo non riceveremo nessuna manifestazione d'interesse, i silos dovranno essere demoliti e lo skyline del Porto di Cagliari cambierà per sempre». Queste le parole di Massimo Deiana il presidente dell'Autorità Portuale, che lancia un ultimo appello per invitare gli imprenditori a investire nella riqualificazione dell'edificio per poterlo salvare.

     
La struttura fu edificata nei primi anni 70 dall’allora Consorzio Agrario della Provincia di Cagliari. L’edificio ha subito dei cedimenti, come si dice in gergo una delle celle è “spanciata”, dal 2011 è stata dichiarata inagibile dai Vigili del Fuoco e l’intera area circostante, quasi mezzo ettaro è stata interdetta. Il profilo dei silos fa parte dell’immagine del porto di Cagliari da quasi 50 anni e come ha sottolineato il presidente dell’Autorità Portuale Massio Deiana, dovrebbe essere salvata a tutti costi riqualificandola. Un’operazione imprenditoriale che la stessa Autorità non potrebbe mai mettere in campo, sia per l’entità inaccessibile dell’investimento, ma soprattutto per la mancanza di competenze, non si tratta di un ente preposto a gestire attività di questo genere.


Con la sua torre alta 54,40 metri, 21 celle per lo stoccaggio ciascuna con 6,20 metri di diametro, sovrastate da un fabbricato lineare per una altezza di 44 metri, una cabina di trasformazione di 7 metri di altezza e un edificio a tre piani adibito ad uffici del personale, alloggio del custode e sala comandi, si presterebbe a essere trasformato in un grande albergo, con una splendida torre belvedere. Del resto sono molte le strutture simili, riqualificate con ottimi risultati, in diverse parti del mondo, ci sono magnifici esempi: a Città del Capo è stato creato il Museo Zeitz MOCAA, a Joannesburg modernissimi alloggi per studenti, Copenhagen un residence e a Rotterdam uffici. A Cagliari, vista la posizione e la fortissima vocazione turistica della città , la soluzione migliore sarebbe una grande struttura ricettiva. L’area molto vasta interdetta per ragioni di sicurezza era inutilizzata da 8 anni e il Piano Regolatore Portuale che sposta al Porto Canale la movimentazione delle merci alla rinfusa, ha conferito al Molo Rinascita una vocazione prettamente crocieristica.

 

Per questa ragione ad aprile del 2017 l’Autorità ha indetto una procedura aperta per l’affidamento della progettazione di demolizione del fabbricato. Deiana, appena nominato presidente dell’Autorità ha temporaneamente bloccato la procedura di demolizione, per avviare un dialogo col Comune e provare con una manifestazione d’interesse a salvare la struttura. Sono state presentate sette richieste di accesso alla documentazione progettuale dell’edificio. Tuttavia nessuna di queste richieste si è poi tradotta in una vera e propria manifestazione di interesse. Dopo un’ulteriore pubblicazione dei documenti progettuali che non ha riscosso però il successo sperato, l’Autorità ha dovuto fissare un termine oltre il quale sarà necessario riavviare le procedure per la demolizione. «Non ci sono vincoli storici – ha precisato Deiana- infatti la Soprintendenza ha concesso il nulla osta alla demolizione e vista l’entità dell’investimento, la concessione che ha un costo irrisorio, poche migliaia di euro all’anno di canone, non potrebbe essere inferiore ai 50 anni. Probabilmente quello che frena gli investitori sono proprio i costi». La scadenza è fissata per il 31 marzo, non rimangono quindi che 12 giorni per salvare i silos. Un’eventuale demolizione avrebbe un costo di circa 800mila euro tutti a carico dell’Autorità Portuale, ma è la perdita di una struttura, che fa parte ormai dell’archittettura della città che si vorrebbe evitare: «L’anno scorso anche il Fai – si rammarica Deiana- ci ha chiesto di poter aprire al pubblico i silos, ma la struttura ormai è pericolosa e non è stato possibile farla visitare. Se non si presenterà nessuno in queste due settimane non ci rimane altra scelta che la demolizione.»