Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

L'ospedale dimenticato nella grotta Abbandonato nel Dopoguerra, è diventato il regno dei satanisti

Fonte: L'Unione Sarda
5 dicembre 2018

VIALE MERELLO.

Visita in anteprima nell'ex cava romana che sarà aperta sabato L'ospedale dimenticato nella grotta Abbandonato nel Dopoguerra, è diventato il regno dei satanisti

Era una cava usata dai romani per costruire la città. È diventato, tanti secoli più tardi, un ospedale. Ma in pochi hanno potuto visitare l'ex Ospedale chirurgico dell'Aeronautica, reso inaccessibile da un pesante cancello nel vico III Merello. Dopo l'addio dei militari, le grotte sono state “cannibalizzate”: qualunque oggetto che avesse un minimo di valore è stato portato via. E quei 900 metri quadri scavati nella roccia sono diventati il regno di pseudosatanisti che hanno inscenato messe nere e sedute spiritiche. Presenze talmente ingombranti che, alla fine, si decise di sprangare quel cancello. Da almeno vent'anni, nessuno entra ufficialmente in quegli spazi.
La storia
Gli scavi effettuati dai romani, una trentina di metri sotto l'attuale viale Buoncammino, crearono una serie di grotte. Che, intorno agli anni Trenta del secolo scorso, l'Aeronautica decise di utilizzare: requisiti e acquistati terreni e fabbricati tutto intorno, si decise di realizzare l'Ospedaletto chirurgico Aeronautica (questa la denominazione ufficiale). Progettato da Luigi Alessio dell'ufficio tecnico comunale, costò circa mezzo milione di lire (l'equivalente di 155 mila euro). A realizzarlo fu la ditta Ansoldi, la stessa che costruì anche i rifugi di viale Merello.
La struttura
Soldi che servirono a ricavare, in quelle grotte, due sale operatorie, le stanze per la degenza, la camera mortuaria, bagni e docce per pazienti e medici. Addirittura la cappella. Un ospedale in piena regola, con una sola differenza rispetto a tutti gli altri: la sua esistenza era sconosciuta alla popolazione. E lo è rimasta anche nel Dopoguerra: utilizzato come caserma ausiliaria e magazzino dall'Aeronautica, fu abbandonato dai militari dopo qualche anno. Ed è diventato terra di nessuno: nei racconti dei cagliaritani era conosciuto solo perché si diceva che, al suo interno, si celebrassero riti occulti.
La riapertura
«È a tutti gli effetti un luogo che non è mai stato aperto ai cittadini, perlomeno non in modo ufficiale», racconta Marcello Polastri di “Sardegna sotterranea”, l'associazione di urbex (esploratori urbani) che, dopo aver ripulito l'area (sono stati portati tantissimi sacchi pieni di rifiuti, compresi quelli prodotti dai tossicodipendenti), aprirà l'ex ospedale sabato prossimo. Una visita, gratuita, non aperta a tutti: l'area non è del tutto sicura, saranno ammesse solo le persone che hanno una certa dimestichezza con questo tipo di esplorazione (tutte le informazioni nel sito web di “Sardegna sotterranea”).
Le visite
Per un giorno, dunque, la città ritroverà una parte di sé. «Dal 1975», riprende Polastri, «l'ex ospedale è rimasto in totale stato di degrado e abbandono. Dalla fine della Seconda guerra mondiale è come se i cagliaritani lo avessero dimenticato». I cancelli si riapriranno per poche ore. «Sarebbe bello consolidare tutta l'area e aprirla a tutti, valorizzandola». Forse soltanto un sogno perché dalle casse della Regione, proprietaria del bene, dovrebbero uscire tanti soldi per la riqualificazione delle grotte e dell'intero compendio.
Marcello Cocco

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