Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Sosta, la squadra del Senegal Come lavorano e quali regole seguono i parcheggiatori abusivi

Fonte: L'Unione Sarda
5 dicembre 2018

PIAZZA DE GASPERI. Servizi di allerta per chi lascia l'auto in doppia fila Sosta, la squadra del Senegal Come lavorano e quali regole seguono i parcheggiatori abusivi

In piazza De Gasperi c'è lavoro per tutti: una squadra di circa venti ragazzi senegalesi che ogni giorno alle 8.30 prende servizio. Giusto il tempo di appendere lo zaino a uno degli ulivi tra le auto in sosta e scegliere la postazione intorno a una delle due basi principali. La prima è davanti agli uffici del Comune, nel settore degli stalli a pagamento. La seconda alle spalle del supermercato di via Sonnino, tra le ambitissime strisce bianche. Il veterano risponderebbe al nome di Ibrahim, ma individuarlo non è possibile.
Nessuna concorrenza
Si procede per turni: una macchina per ciascuno, non importa se la mancia arriva oppure no. Dopo aver fatto parcheggiare il cliente, si tenta la vendita di calze e fazzolettini e se va male bisogna aspettare il turno successivo, quando tutti i ragazzi avranno completato il giro. Nove ore di lavoro e alle 20 si va a casa per tornare il giorno dopo.
La tecnica
Ore 11 di martedì mattina. In piazza De Gasperi quattro auto girano a vuoto in cerca di un parcheggio. Nella prima base otto ragazzi del Senegal presidiano la postazione a pochi metri dal parcometro. Uno di loro, maglione blu notte sui jeans scuri, invita un automobilista a rallentare con un cenno deciso della mano. C'è da aspettare qualche secondo perché una signora sta per liberare uno spazio (in divieto) dalla sua Seicento blu. Mentre segue le manovre, il collega è già pronto a servire la macchina successiva che però gira prima di incontrarlo, lui ripiega su una ragazza che cammina spingendo un passeggino: «Stai uscendo?». Lei fila via senza fiatare.
Corsia preferenziale
I clienti, però, non sono tutti uguali. Ci sono gli habitué, come i dipendenti degli uffici che si affacciano sullo slargo al centro della città e che spesso possono contare su una corsia preferenziale. «A volte capita di parcheggiare in doppia fila e loro vengono subito ad avvisarmi appena si libera un posto, sono bravi ragazzi e a noi che siamo qua tutti i giorni non chiedono nulla», racconta un'impiegata del palazzo che ospita uffici del Comune e della Asl. Non solo. «Grazie a loro ho potuto avere il risarcimento dei danni quando un signore ha sbattuto contro la mia auto ed è fuggito via. Sono venuti qua a chiamarmi con il numero di targa del responsabile».
La doppia fila
Il servizio di allerta funziona anche al contrario. Qualche giorno fa, per esempio, un Suv bianco impediva l'uscita a un'auto in sosta. Dopo aver temporeggiato un po', il ragazzo addetto all'ultima fila davanti all'uscita di via Barone Rossi è corso a chiamare rinforzi. Così, davanti all'automobilista pronto a chiamare la Municipale, un altro giovane senegalese ha chiesto tempo e spedito un collega ad avvisare la donna che aveva lasciato l'auto in divieto. «Sta facendo una commissione qui vicino, torna subito, non c'è bisogno di chiamare nessuno», ha assicurato.
L'organizzazione
«I senegalesi gestiscono i parcheggi, mentre i nigeriani chiedono l'elemosina davanti ai supermercati», la sintesi è di un senza tetto marocchino che sa come vanno le cose da queste parti. In effetti Dennis, 35 anni arrivato a Cagliari dalla Nigeria, ai parcheggi di via De Gasperi non si è neppure avvicinato: «Lì ci sono loro, è un posto già occupato e quindi no, non ci posso andare. Li saluto da lontano quando passo», spiega mentre tende la mano destra a una signora carica di buste all'uscita dal market.
Mariella Careddu

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