Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Il padiglione Nervi e l'asse mediano sull'acqua Il progetto di due architetti finito nei cassetti d

Fonte: L'Unione Sarda
4 dicembre 2018

IL DIBATTITO.

La proposta di trasformare l'ex deposito del sale in una stazione marittima per cittadini e turisti Il padiglione Nervi e l'asse mediano sull'acqua Il progetto di due architetti finito nei cassetti del Comune: «L'idea resta ancora attuale» 

L'asse mediano sull'acqua. Una vera e propria rete alternativa a quella stradale dove i canali della città diventano percorsi fluviali grazie ai quali raggiungere in battello la scuola o l'ufficio, proprio come si fa ogni giorno con l'autobus o la metropolitana.
Cagliari come Venezia
Un progetto vecchio di 16 anni tornato d'attualità ora che si riparla del futuro del Padiglione Nervi. Sì, perché proprio l'ex magazzino del sale costruito a Su Siccu nel 1954 e inutilizzato da oltre 30 anni, sarebbe dovuto diventare - secondo gli autori dello studio - una stazione marittima, lo snodo nevralgico di un sistema di trasporto fluviale dal fascino quasi veneziano. L'idea - firmata nel 2002 dagli architetti Ilaria Attuoni e Roberto Ariu - piacque al punto che l'allora assessore ai servizi tecnologici Giorgio Angius decise non solo di prenderla in considerazione ma anche di portarla in commissione urbanistica. «Ci invitò in assessorato - spiega oggi Ariu - e parlammo del nostro progetto che mettemmo a loro disposizione gratuitamente, lasciammo anche le carte ma poi non se ne fece mai nulla». Questione di costi probabilmente. Ma anche di burocrazia.
«Idea ancora valida»
Nel frattempo sono trascorsi 16 anni e il padiglione Nervi è ancora lì, abbandonato con tutto il suo carico di storia e memorie che rischia di scomparire. «Sarebbe bello se il discorso con le istituzione venisse ripreso da dove era stato interrotto nel 2002 - aggiunge Ariu - perché quel progetto è ancora valido e anzi ci sembra in perfetta sintonia con l'idea di integrazione tra la città e il mare che oggi pare essere predominante in tutti i progetti dell'amministrazione».
Il circuito fluviale
In particolare lo studio prevedeva di sfruttare i circa 30 chilometri di canali potenzialmente navigabili tra Cagliari e l'area vasta - come Terramaini - creando un circuito che dalla zona dell'aeroporto di Elmas arrivasse al porto canale, per poi rientrare in città dal canale di San Bartolomeo, giungendo fino a Monserrato. Un'ipotesi molto suggestiva che all'epoca l'ex assessore Angius pensò di poter integrare con la metropolitana di superficie, realizzando così un sistema fluviale-ferroviario in grado di ridurre drasticamente l'afflusso di auto in città. E che avrebbe avuto inoltre grandi potenzialità turistiche, ad esempio nell'ottica della valorizzazione del parco di Molentargius.
Il Padiglione Nervi
Nell'idea dei due architetti cagliaritani il ruolo centrale lo aveva proprio il Padiglione Nervi, «custode dello spazio e della memoria del sale» che «convertito in terminal battelli, caratterizzerà il luogo come punto di scambio tra i diversi mezzi di trasporto». Il progetto prevedeva anche la realizzazione di aree per parcheggi e per mostre, negozi e spettacoli. «La sezione continua ed avvolgente fa di questo spazio zoomorfo una grande “pancia della balena” - spiegano i due architetti - l'area viene ridisegnata e strutturata con un parcheggio seminterrato e una serie di spazi commerciali nella zona prospiciente agli accessi urbani. I passaggi fra le diverse quote sono tali da modellare lo spazio, privilegiando l'orizzontalità del paesaggio. Il tempo lento della navigazione entra, così a far parte di questo spazio dilatato».
Massimo Ledda

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