Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Poetto: dopo le mareggiate riemerge l’eternit dalla sabbia

Fonte: Vistanet Cagliari
29 novembre 2018


Poetto: dopo le mareggiate riemerge l’eternit dalla sabbia
Qualcuno sostiene che siano addirittura resti della demolizione dei casotti che piano piano stanno riemergendo, tra sei mesi però su quell'arenile torneranno a giocare i bambini.

 
Basta fare una passeggiata tra la prima e la sesta fermata del Poetto, dai chioschi all’arenile, per trovare questi piccoli pezzi di eternit, non più grandi di 10 o 20 centimetri. Se ne trovano tanti, alcuni sono così piccoli che si confondono tra la sabbia e le conchiglie. È da più di 40 anni che la ricerca ha dimostrato che la polvere di amianto contenuto nell’Eternit e generata dall’usura di questo materiale, provoca una grave forma di tumore, il mesotelioma pleurico. Ora va da sé che questi frammenti di eternit esposti alle intemperie si sgretolino generando microparticelle che possono essere inalata o ingerite, soprattutto da parte di bambini.

È difficile conoscere la provenienza di questi resti che giacciono sulla spiaggia, smaltire l’eternit ha un costo elevato e molte persone piuttosto che spendere preferiscono ridurlo in piccoli pezzi e gettarlo da qualche parte, peraltro correndo loro stesse il pericolo di contaminarsi, perché maneggiare materiale contenente amianto senza le apposite protezioni comporta altissimi rischi. In molti pensano che i pezzi riemersi questi giorni siano i resti della demolizione dei casotti i quali avevano tutti la copertura in eternit, perché costruiti quando ancora non se ne conosceva la pericolosità. E si sostiene che all’epoca si operò uno smaltimento delle macerie derivanti dall’abbattimento, poco ortodosso.

Sarebbe bello poter rintracciare i colpevoli di questo scempio ambientale e imputare loro le spese di bonifica, ma visto che al momento risulta piuttosto difficile, la priorità resta quella di intervenire al più presto per rimuovere i resti di eternit, cercando di limitare il più possibile la contaminazione di un ambiente che tra sei mesi verrà frequentato da moltissimi bambini, i più esposti al rischio perché giocano proprio con la sabbia. E magari, nell’ipotesi che la presenza di questo materiale così pericoloso non derivi da uno sciagurato smaltimento degli anni’80, ma dall’imperante furbizia odierna, non sarebbe male vigilare meglio, magari con un po’ di video sorveglianza. Che soddisfazione sarebbe beccarne qualcuno con le mani nel sacco !