Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Primo giorno di scuola per gli alunni sardi, ma per alcuni studenti disabili la campanella non è suo

Fonte: Vistanet Cagliari
18 settembre 2018


Primo giorno di scuola per gli alunni sardi, ma per alcuni studenti disabili la campanella non è suonata
Oggi tutti a scuola, o quasi. Qualcuno era già entrato la settimana scorsa, grazie all'autonomia degli istituti, che hanno la possibilità di varare calendari da adattare alle proprie esigenze, ricuperando poi i giorni durante l'anno scolastico. Altri invece,  alunni con disabilità, non sono potuti entrare perché privi degli insegnanti di sostegno non ancora nominati

 
Sono oltre 200 mila, dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di secondo grado, gli alunni che oggi sarebbero dovuti entrare a scuola, per l’inizio ufficiale dell’anno scolastico. Un anno che inizia con i soliti problemi, dalla questione vaccini e alle carenze dei docenti di sostegno e dei dirigenti scolastici. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, ha inaugurato l’anno scolastico sardo simbolicamente a Villaspeciosa. Mentre l’assessore regionale dell’istruzione Giuseppe Dessena ha augurato un buon anno scolastico a studenti, docenti e personale, raccontando i passi avanti fatti contro la dispersione. “La nostra isola- ha affermato- quando siamo arrivati alla guida del governo regionale, era la pecora nera d’Italia in termini di percentuale di dispersione scolastica. Ci confortano i numeri e le statistiche che ci restituiscono un miglioramento sensibile della situazione: tanto lavoro ancora resta da fare ma questa è la strada giusta”.

Rimangono alcune difficoltà legate alla questione vaccini, in quanto i bambini delle scuole dell’infanzia, non in possesso della regolare documentazione attestante le avvenute vaccinazioni non possono entrare a scuola. Anche in Sardegna si sono verificati alcuni casi in cui alcuni bambini non sono stati ammessi a scuola. Mentre nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie, i ragazzi vengono ammessi, trattandosi di scuola dell’obbligo, e saranno le Assl, a prendere poi i provvedimenti necessari, stabiliti dalla legge.

 

Gestire la questione vaccini, l’organizzazione del personale, la nomina dei docenti, diventano operazioni ancora più complicate se si pensa che in Sardegna mancano più di 70 dirigenti scolastici. In molti istituti infatti non c’è un preside titolare, ma un reggente, cioè un preside che ha la titolarità in un altro istituto, e quindi deve seguire più scuole contemporaneamente, con la conseguenza che i tempi si allungano.

Il problema più serio però rimane, quello degli insegnanti di sostegno. Gli studenti disabili sono 7mila e per  molti di loro oggi non è stato possibile entrare a scuola, rivedere i propri compagni, e riprendere le lezioni come tutti gli altri bambini. I dirigenti, in molti casi,  hanno cominciato a nominare i docenti di sostegno solo la settimana scorsa, e non si capisce a chi si deve attribuire la responsabilità di questi ritardi, visto che la maggior parte dei bambini frequentano in continuità dall’anno precedente, quindi la scuola sa già che quei bambini non avranno la possibilità di accedere alle lezioni senza i loro docenti. Il problema è come sempre, la burocrazia: gli insegnanti di sostegno non sono sufficienti numericamente, e quelli di specializzazione più recente fanno parte di una graduatoria non ancora in possesso delle segreterie scolastiche.  Come se non bastasse questa discriminazione, il fatto che i docenti di sostegno spesso non siano di ruolo, implica che ogni anno possano cambiare, provocando nei bambini un ulteriore disagio, determinato dal fatto che dovranno adattarsi ad un nuovo docente. Insomma l’imbocca a lupo per gli studenti e per tutti gli operatori della scuola è sempre valido, con la speranza che l’anno prossimo non ci si ripresenti alla prima campanella con gli stessi problemi.