Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Periferie, a rischio 130 milioni

Fonte: L'Unione Sarda
9 agosto 2018

Niente risorse per Carbonia, Nuoro, Sassari e Tempio. Forse si salvano Cagliari e Oristano

 

Il governo taglia i fondi per riqualificare i quartieri popolari

 

 

 

Progetti congelati, speranze evaporate, cantieri sbarrati, occupazione sfumata. E tanta rabbia da parte degli amministratori locali. Lo stop al bando periferie deciso dal governo nel decreto Milleproroghe - si parla di un grande piano da 3,8 miliardi voluto dagli esecutivi Renzi e Gentiloni che finanzia 120 interventi in altrettanti Comuni e Città metropolitane italiani per riqualificare quartieri popolari e disagiati - rischia di causare un cataclisma politico, economico e sociale. In Sardegna dovrebbero essere salvi Cagliari e Oristano, mentre Nuoro, Carbonia, Sassari e Tempio, allo stato attuale delle cose, perderanno i fondi. Il provvedimento (nello specifico si tratta di un emendamento che fa slittare al 2020 i finanziamenti) è stato approvato all'unanimità dal Senato e a settembre approderà alla Camera per la conversione in legge.
IL CAPOLUOGO «Cagliari - con la nostra operazione su Sant'Avendrace da 27 milioni (di cui 18 ottenuti da Roma) - non dovrebbe rientrare nel definanziamento», spiega l'assessora all'Urbanistica Francesca Ghirra. «Anche se sono costretta a utilizzare il condizionale, perché non c'è niente di ufficiale. Finora abbiamo saputo in via informale che non dovrebbero perdere le risorse i primi 24 progetti in graduatoria, quelli della prima tranche da 500 milioni di euro». E in questa classifica di probabili fortunati si trova pure Oristano. Prosegue Ghirra: «Il governo a guida Lega-M5S cancella in un colpo solo centinaia di azioni fondamentali per le nostre città, oltre a mesi di lavoro, con una decisione molto grave e in contrasto con ogni logica e principio di continuità amministrativa. Trovo assurdo che tanti Comuni siano ora messi in difficoltà da una decisione che, anziché andare incontro alle amministrazioni locali e favorire la valorizzazione delle periferie, punta a mettere gli enti locali in una posizione reciproca di scontro. La speranza è che con il voto alla Camera si riesca a rimediare a questa scelta che espone i Comuni a danni gravi».
SASSARI Furibondo il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, che ha scritto una nota alla presidenza del Consiglio dei ministri, chiedendo il rispetto degli impegni. «La riqualificazione delle periferie urbane di Sassari non può aspettare», avverte. «L'impegno preso dal governo deve essere rispettato. Violarlo, o anche solo posticiparlo, significherebbe nuocere al futuro di molte città». E continua: «Spiace constatare che i sedicenti “amici del popolo” oggi al governo puntino a minare l'efficacia di un intervento atteso da oltre quarant'anni, e ispirato da uno dei migliori architetti al mondo, Renzo Piano».
I PARLAMENTARI Romina Mura, deputata del Pd, sottolinea: «Questo governo sta azzerando ogni cosa fatta nella precedente legislatura. Dopo l'obbligo dei vaccini ora tocca agli importanti investimenti per le periferie. Sarebbero 130 milioni in meno per l'Isola. Domani cos'altro smonteranno? Forse il gasdotto e gli investimenti per ferrovie e viabilità del Patto per la Sardegna? Il Milleproroghe a settembre sarà alla Camera, faremo una battaglia campale per non farlo passare».
L'ANCI Il presidente dell'Anci Sardegna, Emiliano Deiana, scrive su Facebook: «Incredibile. Il Governo taglia 2,1 miliardi di investimenti nelle periferie italiane, nonostante si tratti anche di interventi con convenzioni già sottoscritte su opere che stanno per partire. Credo sia indispensabile che il Governo spieghi se i cittadini dovranno attendere 2 anni in più o queste risorse son proprio volate via e dovremo cercare altre strade di finanziamento. Perché bloccare quello che era il più grande investimento in periferie della storia del Paese? Solo perché lo avevano deciso Renzi e il Pd? Perché ogni volta che toccano qualcosa questi signori fermano appalti, opere, lavoro e sviluppo?».
L'ALLARME Dice il consigliere comunale di Cagliari dei Popolari Federico Ibba: «Il governo “SalviMaio” introduce il regime del terrore e usa la ghigliottina sugli Enti locali. Un'altra performance tipica dei parvenu della politica, che cercano di mettere i comuni gli uni contro gli altri, disattendendo gli accordi firmati dai governi precedenti, alla faccia del diritto ed infischiandosene delle imprese edili e dei lavoratori che trarrebbero una boccata di ossigeno da quei fondi».
Cristina Cossu