Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Un tappeto di pesci morti: è l'effetto della pioggia a Pirri

Fonte: L'Unione Sarda
6 agosto 2018

SU SICCU. Muggini e spigole in mezzo alle barche, provengono da Terramaini

 

 

 

 

Tra i moli di Su Siccu ieri è comparso un tappeto maleodorante di spigole e muggini morti. Centinaia di esemplari hanno occupato le acque del lungomare vicino a Bonaria, a breve distanza dalla foce del canale di Terramaini.
ACQUA TROPPO TORBIDA «Quando piove molto, soprattutto dopo tanto tempo, l'eccessiva torbidità dell'acqua crea questi problemi», spiega Vincenzo Tiana, presidente dell'associazione per il parco Molentargius-Saline-Poetto. «L'acqua piovana da Barracca Manna, piazza d'Armi e San Michele arriva fino al centro di Pirri e da lì confluisce nel canale di Terramaini dopo aver raccolto terra e sporcizia - spiega l'ex presidente di Legambiente - l'eccessiva torbidità dell'acqua crea gravi problemi ai pesci. Non c'è solo Pirri, tra l'altro, perché lì da Monserrato e Selargius arrivano anche il Riu Mortu e il Riu Salìu».
Questo sovraccarico di acqua sporca manda in tilt il sistema di Terramaini, che avrebbe bisogno di importanti interventi di manutenzione. «Il canale è stato ristrutturato 25 anni fa ed era profondo due metri. Ora raggiunge al massimo un metro e in molti punti la profondità si ferma a 50 centimetri - aggiunge - se a questo aggiungiamo le grandi quantità di pioggia a Pirri che non può più scorrere nei canali tombati si creano queste situazioni». La strage di pesci in quelle acque è un appuntamento praticamente annuale. In base al vento i corpi raggiungono i canali all'interno del parco di Molentargius o, come sembrerebbe capitato negli ultimi due giorni, percorrono l'intero corso fino a raggiungere la foce vicino al porto.
L'INVITO DI PETRUCCI Sull'ennesima strage di pesci interviene il capogruppo dei Rossomori Filippo Petrucci. «Non è la prima volta che accade e bisognerà attendere l'opinione degli esperti - commenta - certo è che l'Ente parco e la Città metropolitana devono fare più attenzione alle vie d'acqua della “grande Cagliari” e impegnarsi realmente a trovare i fondi per dragare il canale che in certi punti è alto poco più di mezzo metro e c'è più fango che acqua: condizioni che non aiutano la vita normale dei pesci».
Marcello Zasso

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