Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Rischio peste suina, in un ovile abbattuti 104 maiali

Fonte: L'Unione Sarda
13 luglio 2018

STRADA STATALE 554. Tutti gli animali sono stati seppelliti nello stesso allevamento

 

 

 

Gli animali non erano registrati all'anagrafe ed erano custoditi «irregolarmente» in un allevamento ritenuto «non a norma» che si trova lungo la strada statale 554 in territorio comunale di Cagliari. Così ieri l'ovile è stato recintato dagli uomini del Nucleo investigativo della Forestale, dagli agenti della polizia municipale e dai carabinieri del Nas (Nucleo anti sofisticazione) e della stazione di Sant'Avendrace, i quali poi hanno provveduto ad abbattere 104 maiali: iniziativa assunta su richiesta inoltrata dalla Asl e conseguente ordine del sindaco Massimo Zedda. Non sarebbero stati rispettati gli standard sanitari previsti dalla normativa nonostante in Sardegna esista il problema della peste suina.
All'operazione, coordinata dalla Prefettura e dalla Questura, ha partecipato per la prima volta nel territorio del capoluogo l'Unità di progetto per l'eradicazione della peste suina africana. Erano presenti anche i veterinari dell'Ats (Azienda tutela della salute) di Sassari e del Giv (Gruppo intervento veterinario) e il personale dell'agenzia Forestas. I capi di bestiame sono stati interrati all'interno dello stesso ovile. A carico del proprietario Francesco Setti, che non era presente ma sapeva ciò che stava accadendo, c'è una denuncia inoltrata dall'Azienda sanitaria. In passato l'allevamento era già stato messo sotto osservazione anche per “pascolo abusivo”: il suo gregge di pecore girava indisturbato all'esterno dell'allevamento e si inoltrava anche sulla quattro corsie (di recente sarebbe accaduto per le capre).
«È sempre valido l'invito a regolarizzare le proprie posizioni rispettando le norme sanitarie contro la peste suina e a favore dei cittadini, che devono avere sicurezza nel consumare carni certificate e sottoposte ai dovuti controlli», ha sottolineato in un comunicato Alessandro De Martini, responsabile dell'Unità di progetto, «continueremo a ricordare che al di fuori della legalità non ci sono spazi per portare avanti qualsiasi attività irregolare che possa continuare a danneggiare le economie del comparto o la salute dei sardi».

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