Rassegna Stampa

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Nuova continuità territoriale, si parte il 31 marzo 2019: ecco le regole

Fonte: web sardiniapost.it
11 luglio 2018

Nuova continuità territoriale, si parte il 31 marzo 2019: ecco le regole

La giunta Pigliaru, su proposta dell’assessore ai Trasporti, Carlo Careddu, ha approvato le linee guida del nuovo sistema di continuità territoriale aerea e contestualmente la proroga dell’attuale regime sino al 30 marzo prossimo. “L’Esecutivo – si legge in una nota diffusa dalla Regione – ha adottato i contenuti dello studio del Cirem (Centro di ricerche economiche e mobilità delle università di Cagliari e di Sassari) che saranno inviati come base conoscitiva e discussi durante la conferenza dei servizi che si terrà giovedì prossimo a Roma.

“Dopodomani in quella sede – dice –, alla presenza di Ministero, Regione ed Enac, saranno quindi esaminate le proposte varate oggi e definitivamente determinati i nuovi oneri di servizio pubblico che dovranno garantire il diritto alla mobilità dei residenti e l’accessibilità all’Isola. Raggiungeremo questo obiettivo, come impongono le norme, attraverso collegamenti aerei di linea minimi rispondenti a determinati criteri di continuità, regolarità, tariffazione e capacità, su rotte essenziali per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna”.

Il cronoprogramma stabilito dai tempi tecnici del bando europeo prevede l’inizio del nuovo sistema di continuità territoriale il 31 marzo 2019, pertanto “l’assessorato dei Trasporti disporrà la proroga degli attuali servizi aerei onerati fino al 30 marzo del prossimo anno – spiegano ancora dalla Regione -, in base al decreto ministeriale 25 ottobre 2017 numero 468. In questo modo – sottolinea Careddu – evitiamo l’interruzione dei voli a tariffa agevolata fornendo necessarie e ulteriori garanzie ai viaggiatori e a tutti gli operatori economici interessati”.

Lo studio Cirem ha tenuto conto che in alcune situazioni particolari, come quella del periodo estivo, si rende necessario incrementare le frequenze e i posti offerti per soddisfare la domanda dei residenti che hanno comportamenti di viaggio obbligatori e sistematici per motivi di lavoro, studio e di salute. “In caso contrario – chiariscono dalla Regione – i sardi si troverebbero impossibilitati a viaggiare a causa della forte domanda dei passeggeri non residenti. Pertanto, nei mesi in cui si verifica questa situazione, il dimensionamento dell’offerta si è basato non solo sulla domanda totale di passeggeri che si stima abbia necessità di utilizzare i servizi onerati, ma anche e soprattutto sulla necessità di garantire continuità e certezza degli spostamenti ai residenti in Sardegna. In tal modo si dimostra che il dimensionamento dell’offerta proposto garantisce l’esistenza di un livello minimo di servizio, specie ai residenti, ovvero l’accesso ai cosiddetti ‘servizi di cittadinanza nazionale’, come istruzione, sanità, lavoro e inclusa la mobilità. Così in tutti i mesi dell’anno, con la stessa qualità, specie nei periodi di punta”.

Riguardo al sistema tariffario, viste le indicazioni della Commissione europea contenute nella lettera dell’11 ottobre 2017, la Regione suggerisce una netta differenziazione tra residenti e non residenti. “Inoltre, l’effetto combinato della modifica del sistema tariffario e della riduzione delle frequenze ha comportato una sensibile riduzione del finanziamento pubblico così come auspicato dalla stessa Commissione”, si legge ancora nella nota dell’assessorato.

Le nuove linee guida prevedono la riserva di due posti per motivi sanitari fino alle 48 ore precedenti la partenza del volo e solamente sul primo volo in uscita e ultimo volo in rientro, sebbene fortemente contestata dalla Commissione europea. “Questa scelta – prosegue Careddu – risponde alla importante e sempre crescente domanda di mobilità sanitaria proveniente dalla popolazione. Si ritiene perciò che non sia sproporzionata né sia d’altronde suscettibile di influenzare il mercato”.

Quanto alle rotte ritenute essenziali, rientrano in questa categoria “quelle verso gli aeroporti di Roma Fiumicino e di Milano Linate”. Nel primo caso “perché si tratta del principale hub nazionale e internazionale italiano, in cui sono transitati nel 2017 quasi 41 milioni di passeggeri, di cui il 28 per cento verso destinazioni nazionali e il resto verso destinazioni internazionali. Qui si attestano il maggior numero e la più diversificata tipologia di compagnie aeree. Inoltre, l’aeroporto di Fiumicino risulta di gran lunga quello che offre i migliori servizi di trasporto diretti, frequenti, continui, capillari e connessi per l’accesso non solo al centro città ed alla stazione centrale Termini ma anche ad altri luoghi di interesse e del sistema ferroviario del contesto urbano e metropolitano, sia in treno sia in autobus. Linate, invece, risulta anche in questo caso lo scalo più funzionale per accedere alla città e alla stazione Centrale di Milano, da cui, attraverso i servizi ferroviari ad alta velocità, è possibile raggiungere rapidamente i principali capoluoghi del nord Italia”.

 

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