Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

I turisti su due ruote, business da 200 milioni

Fonte: L'Unione Sarda
9 luglio 2018

La grande Rete ciclabile della Sardegna sarà realizzata in dieci anni

I turisti su due ruote,
business da 200 milioni Dicono i progettisti che la rete ciclabile della Sardegna può arrivare a calamitare fino 1 milione 220mila persone all'anno, oltre 823mila turisti e poco meno di 400mila residenti. Il numero di passaggi giornalieri è stimato in 5800 utenti e, considerando che un cicloturista spende in media tra i 60 e i 100 euro quotidiani, i benefici diretti saranno 100 milioni di euro, quelli indiretti 60milioni 194 mila euro, e il valore aggiunto si aggirerà sui 40 milioni.

IL PIANO Per il momento però il Piano regionale della mobilità ciclistica dell'Isola - messo a punto dagli ingegneri del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) e dell'Arst - è ancora solo un progetto. Affascinante, con una serie di passaggi burocratici già superati, con finanziamenti, con un sito Internet e un'app nuovi di zecca, perfino con un premio vinto al concorso della rivista dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, ma ancora nella fase di affidamento delle gare per lo studio di fattibilità degli itinerari prioritari. E i tempi di realizzazione non saranno brevi: 10 anni.

GLI INTERVENTI «Centoquaranta chilometri esistono già, cioè sono strade adatte alle due ruote», spiega Italo Meloni, responsabile del Cirem, «la Rete la realizzeremo per gradi, gli interventi prioritari, da concludere entro il 2020, riguardano cinque direttrici, 670 chilometri (Alghero-Porto Torres-Sassari-Badesi; Ozieri/Chilivani-Illorai-Macomer-Bosa; Cagliari-Elmas-Assemini-San Gavino-Sanluri-Isili; Tharros-Oristano-Terralba-Bosa; Chia/Santa Margherita-Cagliari-Villasimius-Villaputzu) più altri cinque interventi per 40 chilometri (Platamona-Porto Torres; il tratto urbano di Porto Torres; Platamona-Sassari; Assemini-Elmas; Porto-aeroporto di Olbia».
Prosegue Meloni: «L'idea è di convincere ad andare in bicicletta chi non ci va, inoltre, questa Rete sarà un prodotto turistico di grande richiamo, perché la Sardegna ha tutte le caratteristiche richieste da chi fa vacanze in bicicletta, le coste e la natura, i siti storico-culturali, il clima mite, buone strutture d'accoglienza diffuse nel territorio, enogastronomia d'eccellenza, un reticolo connettivo secondario di strade a bassissima intensità di traffico».

IL SITO WEB Nei giorni scorsi il presidente della Regione Francesco Pigliaru (insieme con l'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Balzarini) presentando il portale e l'app ha sottolineato: «Abbiamo puntato molto sulla mobilità ciclabile, un lavoro complesso e articolato che è diventato un Piano di grande valore. La Sardegna è un posto perfetto per fare turismo sostenibile e vogliamo che sempre più persone lo sappiano».

IL PROMOTORE L'ex assessore Paolo Maninchedda ha ricordato sul suo blog: «Quando decisi di promuovere la più vasta pianificazione e progettazione mai avviata nell'Isola per realizzare una rete di ciclovie, aleggiava uno scetticismo diffuso e soprattutto sentivo che in pochi capivano che lo sviluppo della Sardegna aveva bisogno di prospettive alternative all'Eni e all'Alcoa. Adesso quel progetto è una grande realtà: il 21 giugno scorso si è tenuta al ministero delle Infrastrutture la prima riunione del Tavolo operativo della Ciclovia Sardegna, inserita nel Sistema nazionale delle ciclovie turistiche. E stanno arrivando finanziamenti per 16 milioni».

LE CRITICHE «Noi imprenditori e tour operator non siamo stati coinvolti, mi chiedo come la Regione e gli ingegneri che hanno fatto il Piano pretendano di sapere come funziona il cicloturismo senza chiedere niente a chi nel settore opera da tempo e ha contatti con ciclisti e aziende in ogni parte del mondo», sottolinea Giovanni Lamieri di Sardinia Cycling. «Purtroppo la mentalità è quella per cui l'ente pubblico vuole dire al privato cosa fare, e ai nostri inviti di venire a conoscerci, l'assessora al turismo non ha mai risposto. L'Isola non ha bisogno di questo mega costosissimo Piano, basterebbe “attrezzare” un po' le strade che giù utilizziamo». Per quanto riguarda il sito web, un'altra bocciatura: «Dal punto di vista tecnico è interessante, da quello pratico non serve a niente, non è minimamente orientato alla vendita del “prodotto”. Inoltre, è tutto in italiano, e questa è la pecca più grande».
Cristina Cossu

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