Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Cagliari città “comoda”: il capoluogo una delle città italiane con più consegne a domicilio

Fonte: Vistanet Cagliari
21 giugno 2018


Cagliari città “comoda”: il capoluogo una delle città italiane con più consegne a domicilio
Il ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha lanciato la lotta contro la precarietà contrattuale dei ragazzi delle consegne, un fenomeno che riguarda Cagliari da vicino. Solo a Roma, Milano, Bologna e Napoli infatti il cosiddetto food delivery è tanto diffuso.

  
 
Nelle scale del palazzo di casa, sui motorini nelle vie della città o fuori dalle nostre pizzerie preferite. A Cagliari un po’ a tutti è capitato di notare dei ragazzi, giovani e giovanissimi, con una grande sacca termica caricare e consegnare ogni tipo di cibo. Dalla classica pizza fino a sushi e piatti messicani. È la logica del food delivery, delle consegne a domicilio per dirla in italiano. Cagliari, secondo una ricerca effettuata dalla web agency Cultur-e, è una delle cinque città italiane dove si effettuano maggiori consegne con questo nuovo tipo di siti Internet e applicazioni. Il capoluogo sardo è preceduto solo da Roma, Milano, Bologna e Napoli.

La situazione di Cagliari è abbastanza particolare. Rispetto ad altre grandi città italiane, in Sardegna al momento operano sopratutto Moovenda e JustEat. Mancano dunque altre grandi aziende attive nel resto della Penisola, come Foodora e Deliveroo. Nonostante una scelta meno ricca rispetto a Milano o Roma ai cagliaritani piace ordinare cibo direttamente dal divano di casa. Un’abitudine che crea lavoro anche per molti ragazzi sardi ma che negli ultimi giorni è finita nell’occhio del ciclone visto l’intervento voluto dal ministro dello Sviluppo Economico e e del Lavoro Luigi Di Maio con il cosiddetto “Decreto Dignità“. La precarietà, la tipologia di contratti e gli orari di lavoro previsti dalle aziende di food delivery non piacciono a Di Maio che punta a creare un contratto ad hoc per i driver (i ragazzi delle consegne) e vuole aumentare il tipo di assunzioni a tempo indeterminato.


La precarietà dei ragazzi delle consegne, quelli che un tempo si chiamavano “pizza-boy” e che oggi oltre alle pizze effettuano ogni tipo di consegna dalla spesa ai medicinali, si inserisce nel contesto della gig economy, che tradotta in italiano potremo definire come l’economia dei lavoretti. Un sistema che predilige il lavoro a tempo, con orari poco stabili e con tipo di contratti settimanali, mensili o persino giornalieri. Insomma, per Cagliari sarà importante seguire da vicino lo sviluppo della situazione del “Decreto Dignità”. Per molti ragazzi sardi negli ultimi tempi le consegne sono state una scappatoia per riuscire a trovare un lavoro ed evitare di andare a cercare occupazione fuori dall’isola, il prezzo da pagare però è stato quello della precarietà contrattuale e dell’instabilità economica. Può sembrare un problema lontano ma i numeri sottolineano come il fenomeno del food delivery abbia la sua grande rilevanza sul territorio cagliaritano.