Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cagliari , città del triathlon

Fonte: L'Unione Sarda
4 giugno 2018

L'organizzatore Sandro Salerno traccia il bilancio della World Cup di sabato

 

 

«Tutto perfetto: il lavoro di tre anni paga» 

 

 

E anche la terza è andata. La Itu World Cup di triathlon è passata su Cagliari lasciando nelle orecchie gli applausi agli atleti e le note dell'Inno di Mameli suonato per Delian Stateff, azzurro primo nella gara maschile. Un successo che ha fatto piacere anche a Sandro Salerno, a capo dell'organizzazione: «È stato bellissimo, perché la vittoria di Stateff ha dato il sigillo alla buona riuscita dell'organizzazione. L'Italia del triathlon fa un passo avanti sotto tutti i punti di vista e il fatto che sia accaduto qui ci ha reso orgogliosi».
Qual è il suo bilancio ?
«Per raggiungere lo standard giusto per una manifestazione serve un quadriennio, in media. Il terzo anno ti fa capire che hai intrapreso la strada giusta, che hai messo in piedi le dovute relazioni sul territorio per la gestione complessiva dell'evento. E quest'anno è stata molto più lineare: non abbiamo dovuto gestire emergenze di tipo meteorologico o di altro genere, perciò la programmazione fatta nei due anni precedenti ha dato i frutti. Tutto è andato in maniera perfetta».
Due anni fa, Cagliari era la sua scommessa...
«Cagliari è la location perfetta per questo tipo di eventi. In più oggi la gestione amministrativa e burocratica si avvale di istituzioni e componenti importanti: c'è il Comune, c'è l'Autorità portuale, anche la Prefettura è entrata prepotentemente in gioco per le questioni legate a sicurezza e antiterrorismo. E poi c'è la Regione che fa un investimento importante».
Dove si deve migliorare?
«È arrivato il momento di formare un nucleo operativo che faccia sintesi di tutto questo e si occupi della gestione dei grandi eventi. Avrebbe risvolti positivi su tutto, compreso il versante sportivo e occupazionale».
Il suo momento d'oro?
«Mi sono commosso quando abbiamo visto gli italiani primo e terzo sulla finish line. È stata un'emozione enorme».
Questi grandi eventi sono trainanti per il movimento sardo del triathlon?
«Lo sono sempre stati. La Sardegna ha dimostrato che i grandi avvenimenti hanno fatto sì che si creasse una grande comunità di atleti che rispetto alla popolazione è una delle più elevate. Dall'Xterra di Villacidro e poi Orosei, ai tanti campionati italiani, da Villasimius al Forte Village, tutto ha fatto sì che tanta gente si avvicinasse a questo sport».
Cosa prova quando sente le lamentele per le strade chiuse al traffico?
«Credo che sia normale che qualche disagio ci sia, ma credo che col tempo la gente si abituerà al fatto che vive in una città che ha un respiro internazionale: per gli avvenimenti sportivi e per il fatto che è costantemente presidiata da turisti che arrivano da tutto il mondo».
Le è dispiaciuto non fare la gara age group accanto alla Wolrld Cup?
«Accontentare gli age group non era possibile a livello logistico, data la presenza di Luna Rossa sul molo. Non è stata una vera e propria volontà ma una necessità logistica. E comunque credo che una gara che affianca la World Cup meriti un titolo e una qualità che gratifichi gli stessi age group».
Quando comincerà l'edizione 2019?
«È iniziata con il debriefing di sabato sera. Tra qualche mese comincerà con la fase operativa. Ci saranno novità».
Carlo Alberto Melis

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