Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Il Porto di Cagliari protagonista di “Port-5R”, progetto internazionale per rendere più ecologici i

Fonte: Vistanet Cagliari
29 maggio 2018


Il Porto di Cagliari protagonista di “Port-5R”, progetto internazionale per rendere più ecologici i porti di tutto il mondo
Grazie a PORT-5R Cagliari sarà per i prossimi mesi al centro di una sperimentazione che avrà un impatto sulle modalità di gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di creare un hub scientifico all’avanguardia e di contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale nei porti di tutto il mondo.

  
 
A Cagliari, nella sala convegni del Molo Ichnusa, si è tenuta la conferenza di presentazione di PORT-5R, progetto di cooperazione transfrontaliera a valere sul Programma IT-FR MARITTIMO 2014-2020, che mira a definire una strategia comune diretta al ridimensionamento degli impatti ambientali negativi causati dalle attività umane svolte all’interno delle aree portuali.

Grazie a PORT-5R Cagliari sarà per i prossimi mesi al centro di una sperimentazione che avrà un impatto sulle modalità di gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di creare un hub scientifico all’avanguardia.

L’evento di presentazione del progetto ha visto la partecipazione dei partner italiani e francesi, che si sono riuniti a Cagliari sotto la direzione dell’ITS Fondazione MO.SO.S., che partecipa al programma PORT-5R in qualità di capofila.

Dopo i saluti introduttivi del professor Massimo Deiana, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, i relatori sono entrati nel vivo del programma, presentando le azioni chiave ispirate ai principi comunitari delle 5R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta e Recupero.

Bonaria Spignesi, referente di PORT-5R e vicepresidente della Fondazione MO.SO.S., dopo aver presentato gli obiettivi generali del progetto, ha posto l’accento sulla necessità di migliorare la cultura dello smaltimento dei rifiuti tra i diportisti: “il rispetto dell’ambiente non può dipendere esclusivamente dall’imposizione di regolamenti e norme, ma deve basarsi sull’acquisizione di una nuova consapevolezza sociale”.

A seguire, la professoressa Francesca Pirlone, referente per il dipartimento di Ingegneria Chimica Civile e Ambientale dell’Università di Genova (DICCA), partner scientifico del progetto, ha illustrato lo stato dell’arte della gestione delle attività marittime, individuando le linee guida all’interno delle quali i partner potranno intervenire con un protocollo comune di buone pratiche di comportamento, operando con delle azioni pilota sui porti interessati all’interno delle aree di cooperazione (Sardegna, Liguria, Toscana, Corsica).



Nel suo intervento, Filippo Trudu, amministratore della Karalis Yacht Service S.r.l., ha sottolineato l’opportunità di valorizzare il porto di Cagliari come ambito ottimale per la sperimentazione del nuovo protocollo di smaltimento dei rifiuti, data la sua configurazione di porto commerciale e polo chimico.

Luciano Lacirignola, presidente di Assonautica Savona, ha affermato come soltanto intervenendo sulle buone pratiche, si possa effettivamente ridurre in maniera sensibile l’inquinamento all’interno delle aree portuali: “anche le piccole azioni e le buone pratiche possono far sì che il nostro ambiente, il mare, diventi sempre più pulito e vivibile.”

Per poter efficacemente affrontare le sfide imposte dal tema in oggetto, l’adozione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia risulta fondamentale: per questo motivo sarà fondamentale l’apporto di EKSO S.r.l. che metterà a disposizione il suo know-how nell’ambito dei servizi di risanamento e mantenimento delle infrastrutture sotterranee portuali e marine.

Antonio Errigo, vice direttore ALIS, Associazione Logistica dell’intermodalità sostenibile, è intervenuto in chiusura sottolineando come la sostenibilità ambientale debba andare di pari passo con quella aziendale; pertanto il miglioramento della gestione delle aree portuali non può prescindere da una corretta ed efficiente gestione del ciclo dei rifiuti.