Rassegna Stampa

Web Ad Maiora Media

SPORT, Dalla Sa.Spo un esempio di integrazione: lo sport paralimpico raccontato dai protagonisti

Fonte: Web Ad Maiora Media
20 aprile 2018

SPORT, Dalla Sa.Spo un esempio di integrazione: lo sport paralimpico raccontato dai protagonisti
 

Lo sport paralimpico raccontato dai protagonisti di sempre e da quelli più giovani: un consistente patrimonio umano che l’associazione sportiva Sa.Spo Cagliari incarna da anni, raccontato agli studenti del Liceo Sportivo, su iniziativa del loro professore, Franco Marcello, nell’auditorium del Convitto Nazionale di Cagliari. “Sport Paralimpico: la vera vittoria dell’uomo moderno”, il titolo della conferenza con le testimonianze di atleti e dirigenti.


La cronistoria delle Paralimpiadi è stata raccontata da Carmelo Addaris, presidente regionale Fispes, partite dal’iniziativa di Ludwig Guttmann a fine anni Quaranta. Proprio l’atleta di San Sperate, con quattro Paralimpiadi alle spalle, è un protagonista vivente, perché ha vissuto in prima persona tutto il processo evolutivo del movimento dal punto di vista tecnico e culturale: “Un tempo la pratica era limitata al tiro con l’arco e al lancio del giavellotto – ha spiegato – poi tempo dopo si è visto anche il basket in carrozzina. L’evoluzione ha portato a carrozzine personalizzate che hanno modificato la postura, e all’uso dei guanti per agevolare la spinta, mentre ai miei tempi le vesciche alle mani erano una conseguenza naturale della mancanza di protezioni”.

Per Sandrino Porru, presidente nazionale della Fispes, “l’uomo è pieno di risorse e la persona con disabilità ha un’unicità che va valorizzata sempre di più, favorendo l’integrazione del disabile, proprio perché persona dotata di peculiarità che la rendono insostituibile”. Rivolgendosi a chi in futuro potrebbe essere un insegnante di educazione fisica o un educatore dello sport, ha suggerito, quando si incontrano persone con disabilità, di “stimolarle nell’intraprendere un’attività sportiva e fare in modo che gli esoneri dalla pratica dell’educazione fisica subiscano una netta contrazione. In fondo, la disabilità è la normalità della vita; colui che vive la condizione di disabilità, approcciandosi nell’ambito dello sport, ha superato quello che è il canone del passaggio fondamentale dell’accettazione di sé, scoprendo di rinascere a vita nuova”.

Oltre alle sue imprese atletiche internazionali e nazionali, Cristina Sanna (nella foto di copertina), ex campionessa di atletica e attuale vice presidentessa Sa.Spo, ha disegnato un profilo della sua società sportiva, che si occupa di sport per disabili fisici, sensoriali e disabilità intellettive. Da studente a studenti i messaggi vengono lanciati con più disinvoltura. Il giovane Mattia Cardia di Villanovafranca, in forza alle Fiamme Azzurre, sprinter di punta della nazionale giovanile d’atletica paralimpica, ha descritto il suo spazio d’azione, mettendo in risalto i privilegi che lo sport gli ha dato come persona e non come disabile: “Lo sport paralimpico è come un vestito, da indossare con la taglia più appropriata. Il movimento paralimpico ha ottenuto delle importanti conquiste che ci hanno reso più liberi e capaci di gestirci con maggiore autonomia”.

Visto la sua presenza in Sardegna, reduce dalla “Villacidro Skyrace”, Fabio Secci ha raccontato la sua esperienza come wakeboarder (sport acquatico da tavola che nasce dalla fusione tra sci nautico e snowboard): “E’ utile educare la gioventù futur ad affrontare certe problematiche oltre le mura della scuola, ma ancor più importante aver aperto nuovi scenari su termini come differenza, sport, vita, sfide. Siamo propensi ad accettare le sfide senza mai arrenderci rialzandoci sempre più forti senza avere il timore di chiedere aiuto durante nuove sfide”.

“Eventi di questo genere – ha concluso Secci – dovrebbero essere costanti e propagati, l’esperienza di ognuno di noi come singolo può, non solo motivare, ma valorizzare i concetti di sport, passione, vita e sacrifici per raggiungere nuovi traguardi”. (red)