Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Metro, Zedda va in Tribunale Il primo cittadino sentito per un'ora e mezza dalla procuratrice

Fonte: L'Unione Sarda
17 aprile 2018

Aperta d'ufficio un'inchiesta dopo le dichiarazioni pubbliche sulla modifica del percorso

Metro, Zedda va in Tribunale Il primo cittadino sentito per un'ora e mezza dalla procuratrice

«La metropolitana di superficie verso Quartu è il più grande progetto di speculazione edilizia in corso a Cagliari. L'unico percorso che ho visto snodarsi toccando stranamente determinate proprietà è l'autostrada di Capaci, che doveva sfiorare i terreni dei mafiosi». Queste frasi, pronunciate dal sindaco metropolitano Massimo Zedda lo scorso 24 marzo durante un'iniziativa pubblica di “Campo progressista”, movimento del quale è esponente, hanno inevitabilmente richiamato l'attenzione di chi lavora al terzo piano del Palazzo di giustizia. Davanti a simili dichiarazioni, sfociate nello stop a un'opera milionaria, la Procura della Repubblica ha deciso di sondare il terreno: si tratta di un'uscita prettamente politica o il primo cittadino ha voluto sottintendere la presenza di interessi realmente illeciti dietro l'attuale disegno del tracciato?

INDAGINE Dubbi all'origine dell'indagine esplorativa aperta dalla Procuratrice Maria Alessandra Pelagatti e della conseguente convocazione di Zedda, ieri mattina, nel suo ufficio. Passo che potrebbe essere stato compiuto per il possibile arrivo (così era stato promesso) di un «incartamento» col quale l'assessore regionale ai Trasporti, Carlo Careddu, il 26 marzo, aveva assicurato di ricostruire il processo amministrativo compiuto» per realizzare la metropolitana; oppure su propria iniziativa, dopo aver letto su L'Unione Sarda le esternazioni del sindaco.

NESSUN INDAGATO Tecnicamente si chiama “modello 45”: un fascicolo privo di indagati e ipotesi di reato, utile per approfondire e verificare l'eventuale sussistenza delle affermazioni. Zedda, sentito come testimone, è entrato alle 12 nella stanza della procuratrice ed è uscito alle 13,20. All'incontro era presente anche il pubblico ministero Diana Lecca. «Secondo me l'attuale percorso non è funzionale, non serve», avrebbe sostenuto il sindaco, ribadendo la sua contrarietà al tracciato attuale.
IL PERCORSO Perché i binari passano in una zona incolta e priva di utilità?, è la domanda del capo della Giunta cittadina, il quale ha sottolineato la necessità di collegare direttamente Cagliari e Quartu con una linea che passi magari lungo viale Marconi. Col percorso attuale, punto dolente sottolineato in più occasioni da Zedda, i passeggeri dovrebbero compiere un giro complesso e troppo lungo: sarebbero necessari, secondo i suoi calcoli, circa 80 minuti per partire dalla terza città della Sardegna e arrivare nel capoluogo.

LE ACCUSE Già al Teatro Massimo il sindaco aveva parlato di un itinerario «tortuoso, lontano dalle esigenze di mobilità del territorio» e per questo «esposto al rischio di speculazione edilizia. La metro con questi percorsi potrebbe costarci dieci milioni di perdita d'esercizio l'anno: attraversa terreni dove nulla c'è e nulla può esserci per via del rischio idrogeologico. I binari devono essere dove la gente abita o lavora, non in mezzo al nulla. Sono tutti binari morti, tracciati che a un certo punto finiscono. Occorrono gli anelli di collegamento tra le varie linee. Quella del Poetto deve ricollegarsi a Quartu: non ha senso dalla spiaggia tornare a Cagliari e poi cambiare linea verso Quartu. Il tracciato deve servire il territorio, non gli interessi di chi costruirà. Rischiamo di veder viaggiare treni semivuoti. Il passaggio dei convogli tra un Comune e l'altro non può avvenire nel perimetro del Piano di assetto idrogeologico, dove nulla c'è e nulla può essere costruito. La metro deve andare dalla gente, non il contrario. Il percorso nei centri abitati deve comprendere le zone principali. La metro dev'essere vantaggiosa, altrimenti le persone continueranno a spostarsi in auto. Da Quartu si sfiorano soltanto Quartucciu e Selargius e si segue un percorso periferico a Monserrato, dove si cambia convoglio: a piedi si fa prima. E poi si deve avere attenzione al versante di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula: da lì entrano in città 38 mila veicoli al giorno, che intasano Cagliari e ai quali è impossibile garantire parcheggio».

L'ARST Poi il passaggio sulla gestione. «In tutto il mondo è in carico alla società che cura i trasporti della città metropolitana e la integra con gli altri mezzi. Qui invece c'è l'Arst: ma perché? Gli orari coordinati e il biglietto unico non saranno mai realizzabili se non sarà affidata al Ctm». Difficile ipotizzare che ieri mattina in Procura Zedda non abbia parlato anche di questo.
 

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