Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Non toccate la torre dell’Elefante, capitolo 2. Sono passati più di cinque mesi ma i ponteggi sono a

Fonte: Vistanet Cagliari
7 aprile 2018


Non toccate la torre dell’Elefante, capitolo 2. Sono passati più di cinque mesi ma i ponteggi sono ancora lì
Ricapitoliamo: 1) la pietra è stata bucata per sistemare i ballatoi, 2) i ponteggi sono lì da cinque mesi e chissà quando verranno rimossi, 3) i ballatoi tarlati sono rimasti tarlati e gli insetti misteriosi continuano a banchettare beatamente.

Non toccate la torre dell’Elefante, capitolo 2. Sono passati più di cinque mesi ma i ponteggi sono ancora lì.

La stagione turistica sta esplodendo: ci sono giorni in cui Cagliari è strapiena di visitatori. E chi arriva da via Santa Croce o da via Università si imbatte in uno dei monumenti simbolo della città. Peccato che da novembre la torre fatta edificare dai Pisani nel 1307 sia ancora avvolta da un orrendo ponteggio metallico, sistemato (bucando la pietra cantone antica) per riparare i ballatoi lignei divorati da un insetto (inizialmente) sconosciuto. In cinque mesi saranno stati trattati questi ballatoi? Neanche per idea. Il danno quindi sta trasformandosi in beffa.

Ricapitoliamo: 1) la pietra è stata bucata per sistemare i ballatoi, 2) i ponteggi sono lì da cinque mesi e chissà quando verranno rimossi, 3) i ballatoi tarlati sono rimasti tarlati e gli insetti misteriosi continuano a banchettare beatamente.

Con un provvedimento di “Somma Urgenza” il Comune aveva chiuso la torre per motivi di sicurezza: le travi pare fossero ormai troppo fragili. Ma il Comune ha proceduto senza aspettare l’ok della Soprintendenza. Il Comune aveva avvertito la Soprintendenza dell’intenzione di mettere in sicurezza i ballatoi, senza però chiarire che intendeva forare la torre. Sembra una barzelletta, in realtà è tutto vero.

Fausto Martino (numero 1 della Soprintendenza) ha sporto denuncia e chiamato il nucleo TPC dei Carabinieri che hanno raccolto tutta la documentazione necessaria, per poi riscontrare un “Verosimile danneggiamento”. Il tutto poi è stato trasferito alla Procura di Cagliari. Ora il fascicolo è nelle mani della magistratura ma non è possibile capire se ci siano degli indagati.

Il Comune, dal canto suo, sostiene di aver applicato l’Articolo 27 del codice sulla conservazione dei Beni culturali e del paesaggio. Questo prevede che in caso di estrema urgenza, l’ente preposto alla tutela (in questo caso il Comune) possa adottare interventi urgenti senza aspettare il parere della Soprintendenza.

Per l’associazione di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali Italia Nostra questo caso non rientra nella fattispecie. Per Italia Nostra sarebbe bastato chiudere la torre al pubblico e poi sentire la Soprintendenza, anche perché questa impalcatura non sarebbe stata necessaria per mettere in sicurezza la torre. Per l’associazione sarebbe stato sufficiente transennare e chiudere al pubblico.

Il Comune quindi avrebbe piazzato le impalcature forando la pietra solo per ispezionale le travi non sapendo bene che tipo di intervento sarebbe stato fatto (senza neanche conoscere che tipo di infestazione parassitaria stessero subendo le travi).

Un aspetto è certo: da oltre 10 anni l’onere della tutela della torre spetta al Comune, è quindi evidente che i tecnici preposti  non abbiano vigilato costantemente. In realtà esiste un programma prestabilito che calendarizza la frequenza dei controlli sui monumenti ma è di difficile attuazione per carenza di fondi.

Ma c’è monumento e monumento e di certo alla torre dell’Elefante sarebbe spettata priorità assoluta. Nel frattempo sono arrivati anche i risultati della perizia eseguita per capire che genere di parassita avesse attaccato il legno dei ballatoi. Tarli, termiti e muffe brune. Ora la Soprintendenza dovrà decidere insieme al Comune il tipo di intervento, si tratta di capire se le travi, che non sono originali, dovranno essere rimosse e sostituite o solo rinforzate. Ovviamente nel primo caso il lavoro sarà decisamente più lungo, impossibile al momento fare previsioni sulla riapertura al pubblico.

Le certezze negative: sulla torre sono presenti danni di precedenti interventi con fori e macchie di ruggine, derivati dall’installazione di impalcature sistemate con la stessa metodologia di quella attuale ma realizzate in passato con il benestare della stessa Soprintendenza. Oltre al danno dei fori sarebbero state utilizzate viti di ferro e non di acciaio che poi sono arrugginite. Danni su danni. Morale della favola: chissà quando verranno tolte le impalcature. Chissà quando i turisti potranno visitare di nuovo la torre dell’Elefante. Mettiamoci l’anima in pace..