Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

La Torre dell'Elefante è salva: «I danni non sono irrimediabili»

Fonte: L'Unione Sarda
12 marzo 2018

CASTELLO. Esito positivo dello studio sul legno del monumento chiuso dal 4 ottobre

 

 

I primi rilievi hanno fatto pensare al peggio. Lo studio effettuato sulle parti lignee della Torre dell'Elefante hanno dato un esito positivo: travi e tavolato non sono state compromesse irrimediabilmente dagli insetti che hanno causato, comunque, danni tanto gravi da costringere il Comune a chiudere il monumento di Castello per inagibilità. Troppi i rischi per i visitatori. Ora la palla passa al Comune che, dopo aver ottenuto il via libera dalla Sovrintendenza, dovrà procedere in tempi brevi al ripristino.
COME L'ANFITEATRO La vice sindaca Luisa Anna Marras non risparmia la frecciata. «Come per l'Anfiteatro, si gridava al danno irreparabile. Invece no. La Torre dell'Elefante è stata attaccata da termiti, tarli e forti infestazioni batteriche, ma niente di insanabile. Lo studio che abbiamo affidato a specialisti per conoscere lo stato del degrado e le cause che hanno danneggiato la struttura è già sul tavolo del sovrintendente Fausto Martino. Il progetto prevede una serie di opzioni di recupero, tra queste l'innesto di parti sane in quelle malate».
Gli specialisti hanno evidenziato la presenza della “carie bruna” (o cubica) nelle travi della Torre. In pratica un fungo attacca la cellulosa, determinando la colorazione più scura del legno che diventa morbido, si sfalda, assorbe rapidamente l'acqua e si asciuga lentamente.
Quando verranno riaperti i cinque piani di impalcati chiusi per sicurezza il 4 ottobre dell'anno scorso? «Una cosa è certa, è necessario fare in fretta e non perdere tempo. I tempi sono tecnici». Tarli e termiti non placano la loro forza distruttiva in attesa degli interventi del Comune. «Le risorse ci sono. Utilizzeremo il finanziamento inizialmente per la sistemazione di alcuni vani minori destinati a centro servizi. Una volta che la Sovrintendenza deciderà il tipo di intervento noi siamo pronti a iniziare le opere di ripristino».
LA BUONA NOTIZIA Il sovrintendente Martino conferma la versione della vicesindaca: il monumento simbolo della città presto potrà essere riaperto. «Le indagini affidate a un entomologo per valutare l'impatto e il tipo di insetto affermano che la struttura non è irrimediabilmente compromessa. A dire il vero - aggiunge Martino - temevamo il peggio. Nel caso di parti lignee inutilizzabili ci sarebbe stato il problema del reperimento delle travi e del tavolato».
TORRE DI SAN PANCRAZIO La Sovrintendenza è in attesa del finanziamento del Mibact da 2,5 milioni di euro per il restauro della Torre di San Pancrazio (1,2 milioni di euro), di uffici e spazi di Porta Cristina (700 mila euro), della Cittadella dei Musei, Museo archeologico e Pinacoteca nazionale (600 mila euro).
Andrea Artizzu