Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Lo sapevate? In via Roma, insieme al palazzo del Consiglio Regionale sarebbe dovuta sorgere un’orren

Fonte: Vistanet Cagliari
26 febbraio 2018

 

Lo sapevate? In via Roma, insieme al palazzo del Consiglio Regionale sarebbe dovuta sorgere un’orrenda torre di 13 piani.


Il palazzo del Consiglio Regionale progettato da Mario Fiorentino e inaugurato nel 1988, è stato uno degli edifici pubblici che ha suscitato più polemiche a Cagliari, oggetto di discussione nei bar tra la gente comune, sui giornali tra gli intellettuali e nei i banchi di maggioranza e opposizione tra i politici.

Appena istituito nel 1948, il Consiglio Regionale fu ospitato provvisoriamente a Palazzo Regio, in Castello, ma ben presto gli spazi si rivelarono insufficienti e poco funzionali. Così si aprì una discussione a cavallo tra il ’51 e il ’52 che si accese anche tra le pagine dell’Unione Sarda, sul luogo in cui l’edificio di dimensioni davvero imponenti sarebbe dovuto sorgere. Si avanzarono le proposte più varie: da piazza Yenne a via Roma, da via Alghero a Su Siccu, zona quest’ultima che si prospettava in forte sviluppo. Il concorso per scegliere i progetti fu indetto nel ’53, e dopo varie fasi di selezione, si arrivò alla scelta definitiva degli architetti Mario Fiorentino e Fernando Clemente e all’individuazione dell’area su cui edificare, la via Roma. Si era appena placata la discussione sul dove, che esplose quella sul come, quando l’opinione pubblica venne a conoscenza del progetto. Fiorentino e Clemente avevano previsto la costruzione di due blocchi gemelli, ma su piani diversi uniti da ponti metallici e con in mezzo una torre alta 13 piani.


L’uso di materiali come vetro ferro e cemento e un design modernissimo, uniti alle dimensioni gigantesche rendevano l’edificio talmente avveniristico nella cornice del quartiere storico della Marina, da suscitare  nella maggioranza dei cittadini un’ondata di vera e propria indignazione. Il protrarsi della discussione portò a un rinvio dell’inizio dei lavori. Intanto però, i vari uffici dislocati in sedi distanti tra loro facevano fatica a coordinarsi, urgeva una sede unica, si decise quindi di costruire contemporaneamente un edificio più semplice e di più rapida realizzazione che nelle intenzioni del committente doveva essere utilizzato solo provvisoriamente. Questa decisione scatenò una polemica nella polemica, perché costruire due sedi contemporaneamente rappresentava un evidente spreco di risorse. Per questo la Regione assicurò che una volta ultimata la sede di via Roma, quella provvisoria sarebbe stata poi convertita in unità abitative. Fu costruito quindi il Palazzo della Regione di via Trento. In realtà l’edificio, progettato da Ubaldo Badas e ultimato nel 1959, da allora è rimasto in uso alla Regione e non è mai stato riconvertito. Segno che anche allora si faceva fatica a mantenere le promesse. Intanto partirono i lavori anche per la sede definitiva, nonostante la dura opposizione di alcune personalità tra le quali si distinse Paolo De Magistris. Tuttavia nel corso degli anni la realizzazione del progetto subì numerosi intoppi di carattere tecnico e burocratico, gli scavi furono interrotti più volte per la presenza di cunicoli sotterranei e falde acquifere inoltre, il piano particolareggiato del quartiere della Marina limitava le altezze, pertanto il progetto fu notevolmente ridimensionato e la torre, fortunatamente, sparì. Il progetto fu nuovamente rimaneggiato nel ’72, con un ulteriore riduzione della cubatura, ma i lavori si arenarono ancora e capitò più volte che il cantiere rimanesse fermo e abbandonato anche per anni, tanto che nel 1981 fu bandito un nuovo concorso vinto da una cordata di 10 architetti e finalmente, dopo 7 anni l’edificio fu completato. Ci vollero quindi 40 anni perché il Consiglio Regionale avesse finalmente la sua sede definitiva. E ancora oggi moltissimi Cagliaritani, impossibile dar loro torto, trovano che l’edificio, nonostante le belle sculture di Nivola sia un pugno in un occhio, totalmente fuori contesto rispetto all’architettura di fine ‘800 di tutti gli altri edifici della via più amata di Cagliari.