Rassegna Stampa

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Consiglio di Stato, Porto canale Cagliari senza autorizzazione paesaggistica

Fonte: web sardiniapost.it
7 febbraio 2018

Consiglio di Stato, Porto canale Cagliari senza autorizzazione paesaggistica

Non bastavano crisi e calo dei traffici. Ora per il porto canale di Cagliari arriva anche la mazzata del Consiglio di Stato. Il provvedimento riguarda le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate per la realizzazione dello scalo industriale di Macchiareddu. “La sentenza alla fine dice che al momento il porto canale sarebbe privo di un’autorizzazione paesaggistica”, spiega all’ANSA il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Massimo Deiana. Non ci sono ordinanze di demolizione in vista, ma c’è il rischio di stop al futuro sviluppo del porto con tutti i soldi pronti per ridare vitalità a uno scalo che, per sopravvivere, ha bisogno di aggiornarsi e ampliarsi.

Una storia che si trascina da anni legata al tira e molla sulla compatibilità che parte delle aree, considerate anche sito di interesse comunitario, potessero essere compatibili con i cantieri per attrezzare e rilanciare il porto canale dotandolo di nuove infrastrutture. Autorità di sistema già al lavoro per risolvere il rebus amministrativo-burocratico: aperto un tavolo con Cacip e Avvocatura dello Stato che coinvolgerà anche la Regione. Obiettivo: arrivare entro la primavera a una nuova richiesta di autorizzazione paesaggistica che sani i problemi del passato. L’ultima parola spetta alla Soprintendenza dei beni paesaggistici per il nulla osta finale. Deiana è ottimista e fiducioso. Proprio oggi l’Autorità di sistema ha assegnato a un professionista l’incarico di seguire da vicino la questione per arrivare al più presto ad una soluzione. Dopo aver naturalmente sentito tutte le parti in causa.

“Lo stallo – spiega Deiana – sarebbe per noi letale. Abbiamo investimenti e progetti esecutivi per un centinaio di milioni sia a Levante, sia a Ponente. Si tratta anche di lavori che hanno riflessi sul futuro non solo del porto commerciale, ma anche di quello storico”. Il futuro? “Una soluzione che bilanci rispetto ambientale e sviluppo del porto”.

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