Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

L’inclusione sociale dei bambini autistici attraverso il gioco e lo sport: iniziative a Cagliari

Fonte: Vistanet Cagliari
4 dicembre 2017


L’inclusione sociale dei bambini autistici attraverso il gioco e lo sport: iniziative a Cagliari

 
L’approccio della società moderna nei confronti dell’autismo è fortunatamente cambiato in meglio. Mentre in passato una persona affetta da questo disturbo veniva guardata con sospetto e quasi paura, oggi si è finalmente capito che chi ne soffre ha gli stessi diritti di essere felice quanto chiunque altro. La strada, però, è ancora molto in salita e spesso i ragazzi e gli adulti autistici vengono discriminati e isolati. In Italia esistono associazioni che si occupano di farli sentire meno soli e fargli vivere una vita dignitosa. Una di queste è “I bambini delle fate”, onlus che promuove e finanzia campagne e progetti sociali gestiti da associazioni di genitori, enti o strutture ospedaliere.

Una di queste campagne nazionali è denominata “Sporcatevi le mani”, che raccoglie fondi per finanziare importanti progetti di inclusione sociale delle persone affette dal disturbo dello spettro autistico. Di questa campagna i principali testimonial sono Andrea (il ragazzo autistico di cui si è occupato spesso Giulio Golia a “Le Iene”) e suo papà Franco. “I bambini delle fate” è presente anche in Sardegna ed è attualmente impegnata in diverse iniziative già attive a Sassari e Arzachena. A Cagliari, invece, si sta cercando di avviare due progetti rivolti a bambini e ragazzi: “Giocaus Impari” (Giochiamo insieme) e “Filippide”. Il primo mira a coinvolgere quattro bimbi dai 2 ai 5 anni di quattro scuole materne cagliaritane: «L’obbiettivo è l’inclusione sociale dei piccoli  attraverso il gioco, coinvolgendoli sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico – afferma Laura Piga, responsabile per la Sardegna della campagna “Sporcatevi le mani” – Al contempo, portare sollievo alle famiglie, lavorando insieme ai terapisti di riferimento».


Il progetto Filippide, invece mira a coinvolgere dodici ragazzi dai 12 anni in su in attività motorie come l’atletica. Per far partire i progetti, l’associazione conta su donazioni da parte di volontari che abbiano voglia di “sporcarsi le mani” per una giusta causa. Finora sono giunte 89 donazioni, ma ne occorrono ancora una decina per raggiungere l’obbiettivo. Laura Piga rassicura: «Il donatore può vedere con i propri occhi dove va a finire il suo prezioso contributo; come già facciamo laddove le iniziative sono già attive, organizziamo incontri periodici tra donatori e destinatari, mostrando loro come funzionano i progetti».  Per diventare donatori, si può contattare Laura Piga tramite messaggio privato sul suo profilo Facebook, la quale spiegherà come effettuare la donazione. Manca davvero poco e anche i ragazzi speciali di Cagliari potranno giocare e allenarsi in un contesto di inclusione e solidarietà.