Rassegna Stampa

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Deposito abusivo di rifiuti, anche pericolosi: sequestrata area di 6.000 mq in zona protetta a Santa

Fonte: Web Ad Maiora Media
21 ottobre 2017

AMBIENTE,

Deposito abusivo di rifiuti, anche pericolosi: sequestrata area di 6.000 mq in zona protetta a Santa Gilla

Un’area di 6.000 mq nelle sponde dell’area protetta dello stagno di Santa Gilla a Cagliari è stata sequestrata dal Corpo forestale, in seguito all’accertamento di numerosi e recenti episodi di deposito di rifiuti, anche pericolosi, in parte smaltiti col fuoco e in parte sversati sul suolo.

Durante un controllo, effettuato a settembre, lungo le sponde dello stagno, alcuni agenti forestali avevano intercettato un autocarro colmo di rifiuti provenienti da demolizione edile. Lo avevano fermato, interrogando l’autista sulla provenienza e sulla destinazione dei rifiuti: era diretto a ‘Correinas’, su indicazione di qualcuno del quale non riferiva il nome, come luogo ideale per liberarsi del carico.

 

“Il suggerimento ricevuto era quello di colmare alcune pozze d’acqua – hanno raccontato gli agenti del Corpo forestale – Al contrario, non si trattava di pozze d’acqua, ma del tipico acquitrino lagunare, dove vegetano numerose varietà floristiche protette e trovano rifugio altrettante specie faunistiche minacciate di estinzione”.

 

Una volta perlustrata la zona, gli uomini della Forestale hanno accertato una situazione di grave pregiudizio per l’ambiente, dovuta alla presenza di numerosi punti dove di recente era stata smaltita con il fuoco un’ingente quantità di materiale. L’area interessata dal fenomeno (circa 6.000 mq), si trova nella fascia di circa 50 metri dalla sponda dello stagno, per una lunghezza di circa 120 metri. All’interno di questi spazi si trovano inoltre sette baracche, alcune presenti da lungo tempo, costruite con materiale di risulta: pannelli metallici e lastre ondulate di cemento-amianto (eternit), derivanti da demolizioni edili. Nel sito sequestrato, il sistematico riversamento di rifiuti inerti e non, in parte bruciati (legno, plastica e altro), non ha consentito lo sviluppo della vegetazione, con grave danno all’ambiente. L’area è sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale, in quanto compresa nella fascia dei 300 metri delle sponde dello stagno di Santa Gilla, in un Sito di interesse comunitario (Sic) e in una Zona di protezione speciale (Zps).

Ieri, il personale del Corpo forestale ha effettuato ulteriori accertamenti nelle aree circostanti, rilevando che alcuni soggetti, col presumibile intento di evitare ulteriori sequestri, hanno provveduto a bonificare spontaneamente il terreno rimuovendo i rifiuti. (red)

(admaioramedia.it)