Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Autoemoteca Avis al Comune: «Sardi generosi ma non basta»

Fonte: L'Unione Sarda
17 ottobre 2017

Ieri il “Raduno del cuore” per sensibilizzare alla donazione del sangue

Autoemoteca Avis al Comune:
«Sardi generosi ma non basta»

Guido Portoghese è un po' deluso: voleva donare il sangue ma un banale problemino di salute gli ha impedito di farlo. Ma, se il presidente del Consiglio comunale non ci è riuscito, altri cittadini, a cominciare dall'assessore alle Politiche sociali Ferdinando Secchi, hanno partecipato al “Raduno del cuore”: ieri mattina l'autoemoteca dell'Avis era parcheggiata nel Largo, proprio davanti al Search, il sottopiano del Municipio. Un'iniziativa voluta dall'associazione dei donatori di sangue e da Thalassa Azione, il gruppo che raccoglie i malati di talassemia sardi.
LA SITUAZIONE Prima di andare all'autoemoteca, Portoghese, insieme ai presidenti regionale e provinciale di Avis, Antonello Carta e Francesco Letizia, e agli omologhi di Thalassa Azione, Ivano Argiolas e Matteo Pusceddu, hanno illustrato le ragioni della manifestazione. «Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità», hanno spiegato, «il fabbisogno di un territorio è soddisfatto da quaranta unità di sangue ogni mille abitanti. Cagliari e la Sardegna hanno una media decisamente superiore. Eppure non basta». Il problema è che, rispetto ad altre regioni, l'Isola deve fare i conti con un ulteriore problema: l'alta presenza di malati di talassemia. «Sono oltre mille che hanno bisogno di una trasfusione ogni 15, 20 giorni: in particolare, al Microcitemico, dove passa la metà dei malati, si arriva a 45 trasfusioni quotidiane». I due terzi del sangue raccolto finiscono proprio a loro.
I NUMERI Fortunatamente il numero di donazioni è in costante crescita: dalle 76.135 del 2011 si è passati alle 82.287 del 2016. Numeri che fanno dell'Isola un'eccellenza a livello nazionale. Ma che, purtroppo, non sono sufficienti a soddisfare la domanda. «Avremmo bisogno di 105-106mila unità di sangue all'anno: questo significa che dobbiamo importare oltre ventimila sacche da altre regioni».
IL FUTURO Il “Raduno del cuore” è stato anche l'occasione per fare il punto sulla raccolta di sangue in città. La buona notizia è che il centro di via Talete è in continua crescita (ed è ormai tra i primi dieci in Italia): dalle 3.400 sacche del 2004 si è passati alle oltre ottomila dello scorso anno; l'obiettivo è raggiungere le diecimila nel 2020. Solo che, visto il costante aumento di donatori, quello spazio incomincia a non essere più sufficiente. «Servirebbero, in quel punto, nuovi spazi per poter rendere più agevole la donazione da parte di quelle persone che vogliono dare il proprio sangue».
Marcello Cocco