Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Venduto Palazzo Accardo: l'edificio a una società sarda

Fonte: L'Unione Sarda
6 ottobre 2017

L'imprenditrice oristanese Rosetta Fanari: «Rispetteremo il valore storico»

Venduto Palazzo Accardo:
l'edificio a una società sarda 

Né cinesi né russi, come temeva qualcuno. Lo storico Palazzo Accardo tra il largo Carlo Felice e via Crispi messo all'asta dal Comune, è finito a una società sarda - la Case Belle srl costituita a luglio a Oristano - guidata da una donna sarda doc: Rosetta Fanari, amministratrice unica della “Nuova sarda industria casearia” di San Nicolò d'Arcidano, una delle realtà produttive più dinamiche dell'Isola. La Case Belle è stata l'unica a presentare un'offerta di acquisto entro la scadenza del 28 settembre fissata dal bando: 2 milioni e 707 mila euro. Settemila euro in più della base d'asta. Più 17 centesimi, il numero fortunato della 50enne imprenditrice a capo dell'azienda.
L'ASTA La busta con l'offerta è stata aperta ieri alle 10,40 dalla commissione riunita al terzo piano del servizio Patrimonio del Comune in via Nazario Sauro. Al momento si tratta naturalmente di un'aggiudicazione provvisoria. Nei prossimi giorni gli uffici comunali dovranno infatti verificare che l'acquirente sia in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge (come anche che non abbia debiti o cause legali con l'amministrazione) e solo successivamente si potrà procedere alla stipula definitiva del contratto di compravendita. Una procedura che potrebbero richiedere alcune settimane.
L'IMPRENDITRICE «È tua», con queste parole Annalisa Murgia, delegata ad assistere alla gara per conto della Case Belle srl, ha annunciato a Rosetta Fanari il buon esito dell'asta. Più tardi, al telefono, l'imprenditrice oristanese risponde così alle domande sul futuro di uno degli edifici simbolo di Cagliari: «Cosa ne faremo? Idee ce sono tante - dice - ma è ancora prematuro parlarne, sono abituata a fare le cose passo a passo e ancora manca l'aggiudicazione definitiva. Quando accadrà decideremo tra le varie opzioni, ma sempre nel rispetto del bene storico di cui riconosciamo il valore irripetibile». Quanto alla preoccupazione dei titolari delle attività commerciali che hanno locali in affitto nel palazzo, tra cui lo storico Caffè Svizzero, Rosetta Fanari non si sbilancia: «Al momento giusto affronteremo la questione».
LE POLEMICHE La decisione della giunta di disfarsi dello storico palazzo realizzato nel 1901 da Dionigi Scano inglobando anche l'antica cripta di Sant'Agostino, aveva innescato aspre polemiche in Consiglio comunale, soprattutto sulla valutazione ritenuta da alcuni esponenti della minoranza troppo bassa. «Sono e resto fortemente contrario a questa scelta - ha detto ieri il consigliere di opposizione Federico Ibba, che a febbraio presentò una mozione contro la vendita -. Considerati i crescenti flussi turistici, poteva esserci maggiore guadagno attendendo qualche anno o meglio ancora valorizzandolo. Mi auguro che la nuova proprietà rispetti e garantisca il lavoro effettuato per anni dai proprietari del Caffè Svizzero, vero e proprio gioiello della nostra città».
Massimo Ledda