Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Giardini storici dell’isola nasce un circuito regionale

Fonte: La Nuova Sardegna
4 ottobre 2017

 


Un sistema di parchi creati nell’800: ci sono Sassari, Cagliari, Caprera e Laconi Il network dovrà aiutare i Comuni a fare rete: l’obiettivo è allungare la stagione


di Giovanni Bua
 


SASSARI. Un itinerario regionale di sette tappe, a spasso nei giardini storici dell’Isola, uniti in un unico brand che cerchi di conquistarsi la sua fetta nella sempre più ricca torta del “turismo green” che muove oltre 8 milioni di appassionati all’anno.

Questo il sogno di “Garden 7 Sardegna”, un network che nascerà ufficialmente domenica prossima al Parco di San Leonardo de Siete Fuentes, a Santu Lussurgiu, durante il primo workshop degli “Stati generali dei giardini storici”, a cui seguirà la stipula del protocollo d’intesa tra i Comuni, gli enti proprietari gestori e la Regione.

Il network nasce da uno studio su documenti storici e ricerche botaniche di arte dei giardini che hanno rivelato la rete di legami di amicizia e gli scambi di idee tra il generale Garibaldi e l’ingegnere gallese delle ferrovie Benjamin Piercy e ancora, il primo direttore dell’Orto Botanico Patrizio Gennari e l’architetto Gaetano Cima, Evelina Mameli Calvino e molti altri. Un gruppo di illuminati che alla fine del’800 realizzò nell’Isola giardini unici e originali, pensati e creati non da ricchi mecenati o governanti, come nel resto d’Europa, ma da uomini passati alla storia per destini differenti.

A guidare il gruppo un luogo diventato simbolo di salubrità, culto delle acque e percorsi di fede: il parco di San Leonardo de Siete Fuentes a Santu Lussurgiu, con il Comune dell’oristanese che sarà capofila per 3 anni. Con lui altri “gioielli” realizzati nell’ultimo scorcio del secolo: l’Orto Botanico di Cagliari, il Parco Aymerich di Laconi, il Parco di Badde Salighes di Bolotana e quello che è stato chiamato Isola Giardino a Caprera. A cui si aggiungono il Parco Monserrato di Sassari e il Giardino degli agrumi e la Vega di Palazzo Boyl di Milis.

Luoghi accomunati dal fatto di essere interamente fruibili e aperti tutto l’anno, espressione dei loro ideatori e della comunità, che hanno miscelato con originalità la flora locale con l’idea di giardino della cultura europea di fine ‘800 e si sono evoluti, mantenendo l’impronta originale, fino ai giorni nostri.

Compito nel network sarà rafforzare le reti dei comuni sulla gestione dei beni paesaggistici tutelati dalla Costituzione, valorizzare e far conoscere i giardini storici della Sardegna, destagionalizzare l’offerta turistica promuovendo segmenti di turismo green e storico culturale e valorizzando le produzioni enogastronomiche e la ricettività. L’obiettivo è poi di puntare sull’inclusione della Sardegna nel network dei grandi giardini italiani che conta 120 splendidi giardini in 13 regioni, da cui l’Isola è stata finora esclusa per mancanza di una strategia unitaria verso il turismo green dei giardini e grandi parchi, in crescita costante con oltre 8,5 milioni di visitatori all’anno. A finanziare l’avvio del “Garden 7 Sardegna” 70mila euro stanziati

dell’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio. Il gruppo si avvale della collaborazione di un comitato scientifico di cui fanno parte Antonino Soddu Pirellas della Regione, Giovanna Damiani del Polo Museale della Sardegna e Gianni Bacchetta dell’università di Cagliari. 

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