Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Giù il muro della vergogna, meglio una cancellata

Fonte: L'Unione Sarda
22 agosto 2017

 

 

Il sogno nel cassetto è quello di liberare l'Orto botanico da quell'orribile muro che lo sottrae alla vista di cagliaritani e turisti lungo tutto il suo perimetro. Cadente, sbrecciato, oltre che (data la sua modesta altezza) anche del tutto inutile allo scopo, attende da anni di essere abbattuto per lasciar posto, magari, a una bella cancellata in stile inglese, proprio come quella che delimita i parchi urbani londinesi.
«Non è una questione semplice da risolvere», dice il direttore dell'Orto botanico Gianluigi Bacchetta «intanto perché ci troviamo in pieno centro storico, a ridosso di monumenti importanti, per cui - nonostante le sue condizioni - viene considerato dal Piano Paesistico Regionale un “bene identitario”». C'è poi un aspetto culturale legato proprio alla concezione degli spazi che - nella concezione mediterranea - sono sempre stati chiusi, contrariamente alla cultura anglosassone che invece tende ad aprirli.
Quindici anni fa, l'allora rettore dell'Università Pasquale Mistretta pensò a una soluzione open per l'Orto botanico. «Si mossero i primi passi in questa direzione», ricorda il dottor Bacchetta, «e i risultati sono visibili all'altezza di uno dei primi ingressi, con il cancello in ferro battuto e una parte di cancellata. Ma tutto si è fermato a quella prima fase sperimentale».
Dall'ingresso dell'Anfiteatro romano sino a quello dell'Orto botanico, fra via Tigellio e Palabanda, corre dunque questo anacronistico muraglione che fa il paio con l'altro muro - quello interno - che ancora separa l'arena romana dal giardino incantato di Stampace. Abbatterli non sarebbe solo un fatto estetico ma la possibilità di riconsegnare alla città uno spazio unico e irripetibile.
P. Mat.