Rassegna Stampa

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Via Roma, il tunnel bocciato e il sì di Zedda al «modello Nizza»

Fonte: web Castedduonline.it
22 agosto 2017

 

Autore: Ennio Neri il 21/08/2017 12:45

 


Lo stop alle auto crea dibattito. Ma è solo il primo passo di un percorso stabilito 5 anni fa quando il primo cittadino disse no al sottopasso e scelse la soluzione della Promenade des Anglais nizzarda: una pedonalizzazione totale sul lato portici e privilegiata rispetto alle auto nel tratto lato mare. Un progetto a lunga scadenza ma pronto a partire. Niente tunnel sotto via Roma dunque. Troppi, per il sindaco, i disagi alla viabilità per la durata del cantiere e costi eccessivi per lo “scatolone interrato” (sottopasso e parcheggio sotterraneo) che avrebbe dovuto ospitare 6 corsie e 400 posti auto. Il primo cittadino nel 2011 ha fatto una scelta, tutta politica, completamente diversa: la soluzione della Promenade des Anglais, storica strada turistica di Nizza, (esempio fatto dall’ex assessore comunale alla Viabilità Mauro Coni). L’attuale sperimentazione è dunque solo il momento iniziale di un progetto a diverse fasi che partirà con l’avvio del cantiere (previsto per i primi mesi del 2018) per la realizzazione della linea della metropolitana leggera che collegherà piazza Repubblica con piazza Matteotti, destinato a modificare per sempre l’assetto e il volto della strada biglietto da visita turistico della città.

Il tunnel. Lo “scatolone” si sviluppava su due livelli sotterranei: al piano inferiore un parcheggio da 400 posti auto e al superiore un sottopasso alto 5 metri, lungo 320 (dalla Rinascente al palazzo del Consiglio regionale, in linea d'aria) più due rampe (gli accessi) scoperte, lunghe 75 metri che si aprivano davanti all'ingresso dell'Arst e in piazza Deffenu, e una strada sotterranea, con 3 corsie per senso di marcia, due banchine da 0,5 metri e due marciapiedi da 1, 5 metri. Secondo lo studio le sei corsie avrebbero consentito  di dirottare sotto terra tutto il traffico che oggi scorre in superficie in via Roma, grazie a qualche accorgimento sulla viabilità circostante.

Il “blocco” (costo previsto 13 milioni di euro) avrebbe dovuto trovare collocazione per metà sotto le corsie lato mare di via Roma e per metà sotto il porto. Necessario quindi un accordo con l’Autorità portuale.

Il no di Zedda. Ma nel 2011 Zedda vince e valuta il progetto, considera gli effetti indiretti del cantiere (disagi legati alla circolazione stradale almeno di tutta la zona portuale il notevole volume di traffico in entrata e in uscita da Cagliari in direzione della 195 e della 130, anche in virtù degli altissimi rischi archeologici), valuta i costi e commissiona uno studio di fattibilità ad un team di esperti. E alla fine (estate 2011) boccia il progetto: disagi alla viabilità per parecchio tempo giudicati insostenibili e costi troppo alti (13 milioni per 400 parcheggi mentre solo il fast parking, molto meno costoso, alla stazione ne garantisce altri 700). Valutate anche le difficoltà di gestione e la potenziale attrazione di traffico esercitata dal parcheggio.

Il modello Nizza. Il nuovo progetto viene studiato con la Regione che in via Roma ha pianificato il passaggio della linea metropolitana piazza Repubblica-Stazione ferroviaria di piazza Matteotti, che attraverserà l’attuale corsia riservata ai mezzi pubblici. I lavori partiranno nel 2018 e contestualmente, verranno realizzati, stavolta dall’amministrazione comunale, nuovi posti auto: un fast parking (multipiano amovibile) in piazza Donatori di Sangue (parcheggi del Cis) e un altro in piazza De Gasperi. Mentre in futuro la dotazione dei posti auto nel parcheggio della Stazione ferroviaria di piazza Matteotti sarà raddoppiata.

E c’è l’alleggerimento del lato “portici” attraverso lo spostamento del traffico delle auto sul lato “porto” grazie all’ “avanzamento”, sulle corsie lato portici, di tavolini, ombrelloni e arredi di bar e ristoranti. La pedonalizzazione completa di tutto il lato portici è prevista in uno o, al massimo, due step.

Il cosiddetto “giardino ottocentesco”, cioè lo spiazzo alberato oggi impropriamente destinato a parcheggio, si riapproprierà della funzione originaria di “passeggiata” con la sistemazione di architetture, arredi e materiali che dovranno cucire lo spazio verde con le corsie chiuse al traffico. Passaggi pedonali semaforizzati “a chiamata”, garantiranno la sicurezza ai pedoni nell’attraversamento delle corsie (lato portici) destinate ai mezzi pubblici e per l’attraversamento della linea metropolitana e delle corsie di traffico, lato porto.

Questa nuova visione della via Roma comporta, necessariamente, alcune significative modifiche anche nella viabilità: sì dunque a due rotatorie in via Riva di Ponente e viale Bonaria, decisive per lo snellimento del traffico. Ma il traguardo finale è ancora più ambizioso: arrivare fino all’acqua, secondo il modello della Promenade des Anglais di Nizza, col traffico delle auto scoraggiato e favorita la pedonalità attraverso percorsi protetti e isole protette verso il porto che, in futuro, si dovrà preparare ad accogliere questi percorsi, anche con arredi e elementi che dovranno richiamare quelli della vicina via Roma (e anche qui servirà la collaborazione dell’Autorità portuale).

Le macchine però non saranno cacciate completamente. Per allontanare il traffico dal lato mare sarà decisiva la nuova 554 che, con le rotatorie al posto dei semafori, potrà assorbire il traffico che da Capoterra porta a Quartu e viceversa che oggi impropriamente scorre in via Roma lato mare.

Futuro. In futuro sarà pedonalizzato probabilmente anche il tratto di via Roma davanti a palazzo Bacaredda che sarà legato alla nuova piazza Matteotti che potrebbe affacciarsi al mare, se, come ha in mente l’attuale amministrazione, le Ferrovie dello Stato accoglieranno, nei grandi spazi dismessi davanti a via San Paolo, la stazione dell’Arst.