Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Immondezzai con vista Cumuli di rifiuti nei punti panoramici della città

Fonte: L'Unione Sarda
7 agosto 2017

Ben visibili ma difficili da raggiungere, deturpano gli angoli suggestivi

Immondezzai con vista Cumuli di rifiuti nei punti panoramici della città 

C'è un vecchio scaldabagno che sfida le leggi gravitazionali sulle mura di Castello. È li da mesi, incorniciato dalle piante di cappero. A fargli compagnia due water di ceramica, piazzati a pochi passi dalle Poste. Da viale Buoncammino il panorama è mozzafiato, l'incivilita pure. Perché lì, dove lo spazzino non arriva ma l'occhio sì, salta fuori una discarica con vista. Una delle tante, Dopo un giorno trascorso a caccia di rifiuti il verdetto è impietoso, la lista interminabile.
RIFIUTI ANTIGRAVITAZIONALI Due antine per box doccia (munite di scatola con scritta 100% italiano) da una parte, scaldabagno, cassette da frutta, sedia di legno e pneumatico dall'altra. Oltre a cumuli di rifiuti non ingombranti ma osceni da vedere. Soprattutto perché piazzati lungo uno dei punti più panoramici e suggestivi della città: il bastione di Santa Croce. Rischiano di stravolgere le leggi della fisica, quasi sospesi nel nulla. E di certo gridano vendetta. Ma le sorprese non finiscono. Basta spostarsi di qualche chilometro per scoprire un altro punto di raccolta non autorizzato. Stavolta è in viale Buoncammino: seminascosti dalla vegetazione decine di cartoni di vino, lattine e immondezza varia. Discarica panoramica, che guarda su viale Merello.
RACCOMANDATE E WC In via Simeto - a pochi metri di distanza dalle Poste - lo scheletro di una macchina bruciata apre la rassegna. Il male peggiore, perché pochi metri più in là è decisamente peggio. Materasso e wc sulla sinistra, accompagnati da una decina di pneumatici e rifiuti vari, sulla destra l'istantanea cambia poco. Si parte con la continuazione dell'arredo bagno, un lavabo, per l'esattezza. Si va avanti con una presunta porta del frigorifero e la tavoletta del water. Forse quello abbandonato sul marciapiede opposto. Tutto riposto accanto al muro col cartello zona militare, sorveglianza armata . Lo stesso dove un writer romantico ha impresso il proprio amore con spray rosso. Stesso romanticismo che non ha risparmiato il belvedere affacciato sui giardini pubblici.
DISCARICHE CON VISTA Il panorama è mozzafiato, posizione imperdibile per una cenetta romantica. I resti sono tutti lì, oltre il cornicione. Bottiglie di birra, cartoni di succo di frutta e di pizza. Menu che a quanto pare va per la maggiore, perché ogni pezzo si ripete almeno una ventina di volte. Anche in via Jenner la civiltà non trionfa. Tra i piedi del colle San Michele e il Brotzu si possono trovare un materasso matrimoniale, i resti di un televisore e pure l'antenna parabolica. Vanno ad aggiungersi a buste dal contenuto ignoto, cartacce e secchi di vernice. Cambiando punto di osservazione il risultato è identico: neppure viale Europa esce indenne dalla prova. Per fortuna il San Francesco d'Assisi stilizzato ha gli occhi rivolti al cielo, perché basterebbe lì abbassasse di poco per notare il tappeto di rifiuti.
IMMONDEZZA REGIONALE Supponiamo che passeggiando lungo viale Trento venga la curiosità di sporgersi oltre la recinzione del palazzo regionale all'angolo con via Cesare Battisti. Ecco, converrebbe non farlo. Perché sotto c'è una distesa infinita di tutto ciò che uno non si aspetterebbe mai di trovare. Scarpe, libri, biciclette, giocattoli, cd, elettrodomestici. Montagne d'immondezza - segnalate da diverso tempo - che ormai sembrano far parte del paesaggio. Anche tra i ruderi di viale Trieste l'istantanea non è delle migliori. E serve a poco il tentativo di nascondere lo scempio sotto un tappeto di edera. Tappa finale in via Castelli (dove tre montagne di materiale edile s'impongono alla vista), con passaggio tra i materassi gettati dietro il cimitero di San Michele.
Sara Marci

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