Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Puzza, droga, prostituzione in pieno centro a Cagliari: viaggio nel degrado di vico Malta

Fonte: Vistanet Cagliari
4 agosto 2017

Puzza, droga, prostituzione in pieno centro a Cagliari: viaggio nel degrado di vico Malta

Per arrivare da queste parti non serve certo Google Maps: basta seguire l’insopportabile tanfo di urina. Qui in vico Malta, malandata traversa di Piazza del Carmine, del resto, la puzza è un tratto distintivo. Come pure gli escrementi e i cocci di bottiglia sparsi per terra, specie nell’angolo di fronte all’ex Ufficio Pacchi delle Poste.

 

Lo sa bene chi si trova a passarci occasionalmente e benissimo chi, in questa strada, diventata una sorta di bagno pubblico, per non dire un porto franco, vive o lavora da decenni. «Da anni siamo la meta preferita dei maleducati: bevono, si ubriacano e poi vomitano e fanno qualsiasi genere di bisogno – spiegano dalla lavanderia Sun Showers, che si affaccia proprio sul vico -. È veramente un’indecenza e ogni anno che passa è e sarà sempre peggio».

Pessimista o, meglio, realista è pure Ignazio Trogu, che in vico Malta gestisce un negozio di frutta e verdura: «I disagi sono aumentati e probabilmente aumenteranno. D’altronde è cresciuto ed è ancora destinato a crescere anche il numero degli sbandati, che in questa strada fanno praticamente di tutto: c’è chi urina, chi si droga, chi si prostituisce e chi dorme su giacigli improvvisati perché non ha una casa dove andare».


L’altra notte un senzatetto è stato aggredito da due ragazzi stranieri. «Lo hanno fatto per rubargli una birra – racconta Mirko Putzu, che abita nelle vicinanze -. Episodi del genere qui non sono proprio rari, anche perché, in vico Malta, la Polizia non passa così spesso». Sarebbe proprio la carenza di controlli delle forze dell’ordine, secondo alcuni, la causa principale del degrado della traversa. «Se nessuno vigila come dovrebbe – afferma Franco Atzori – è inevitabile che il vico sia un porto franco. Ci vorrebbero più pattuglie in giro e telecamere: siamo stufi di subire».