Rassegna Stampa

Web Ad Maiora Media

A maggio la consueta ed inutile polemica sulle ‘Bandiere Blu’ mancate (Giampaolo Bruno)

Fonte: Web Ad Maiora Media
17 maggio 2017

A maggio la consueta ed inutile polemica sulle ‘Bandiere Blu’ mancate (Giampaolo Bruno)

villasimius_spiaggiaQuando a metà maggio inizia il caldo, quello serio, le conversazioni quotidiane vertono puntualmente su due evergreen: “La prova costume” e “Le Bandiere Blu mancate”. La prova costume può essere facilmente superata con la frequentazione delle spiagge dove, normalmente, i fisici ‘rilassati’ sono in rassicurante maggioranza. Le ‘Bandiere blu’ non assegnate, che ogni anno ci condannano, nonostante il nostro mare campione del Mondo, alle ultime posizioni in classifica, invece scatenano un onda lunga di indignazione che si trascina anche ai momenti di pausa spiaggia, in cui il confronto tra i nostri paradisi e il resto del globo ci gonfia il petto e grida vendetta.


Sarebbe opportuno, per una volta, fermare il folklore e le ipotesi di complotto, per  analizzare con attenzione cosa significhi una ‘Bandiere blu’ issata sulla spiaggia. Bandiera Blu è un programma bandito dalla Fee (Fondazione per l’educazione ambientale), che interessa 48 paesi del mondo, al quale possono partecipare tutte le amministrazioni locali che desiderino farlo, in forma assolutamente volontaria. Volontario significa che se spesso le nostre spiagge/cale preferite non entrano nella graduatoria è perché non sono mai state candidate al programma. Quando invece, un’Amministrazione comunale decide di candidare le proprie spiagge, dovrebbe preoccuparsi del fatto che oltre ad avere l’immagine da cartolina, ognuna di esse risponda ai parametri previsti dalla Fee per poter ottenere l’ambito titolo, un elenco di serie e rigorose valutazioni che soddisfano criteri di qualità relativi alla purezza delle acque di balneazione e ai servizi offerti, passando per la pulizia delle spiagge.

Nel dettaglio, i parametri sono: “Educazione ambientale ed informazione”. Le amministrazioni devono attivare campagne di educazione ambientale per gli utenti (minimo 5 all’anno), affiggere tutte le informazioni relative alla qualità delle acque, agli eco-sistemi o alle aree naturali e sensibili presenti, e redigere, adottare e affiggere il codice di condotta sull’uso della spiaggia e delle zone circostanti; “Qualità delle acque”. Il mare antistante la spiaggia deve essere conforme con i valori previsti dalle direttive sull’acqua per balneazione, deve essere privo della presenza di scarichi inquinanti e deve rispettare i parametri di contenimento dell’inquinamento da fattori microbiologici e batterici; “Servizi e Sicurezza”. Le spiagge devono essere controllate da un numero adeguato di personale, e dotate di servizi e attrezzature di salvataggio, compreso l’equipaggiamento di pronto soccorso, devono essere garantiti l’ordine pubblico, piani di emergenza per l’inquinamento l’accesso sicuro alla spiaggia, almeno una fonte di acqua potabile e la mappa dei servizi deve essere affissa e ben visibile; “Gestione ambientale”. L’amministrazione locale dovrebbe istituire un comitato di gestione della spiaggia che sia responsabile dei criteri di gestione dell’area e che  attivi regolarmente audit sui servizi e sulle strutture della spiaggia, la pulizia e il decoro, devono essere sistematici, nel rispetto dello stutus quo ambientale della vegetazione spontanea, delle alghe e dei detriti naturali (conchiglie, coralli ecc.). Inoltre dovrebbe essere previsto un servizio di raccolta (differenziata) dei rifiuti in spiaggia, garantito dalla presenza di un numero adeguato di cestini porta rifiuti, infine la spiaggia deve essere dotata di un congruo numero di servizi igienici. Tra i parametri imperativi è tassativo il divieto di accesso alla spiaggia di cani e di altri animali domestici.

Avere o non avere una ‘Bandiera blu’ non è dunque un semplice punto d’orgoglio, ma una cosa molto seria che richiede un impegno e una dedizione che sono migliaia di miglia marine lontani dalle chiacchiere e dal malcelato orgoglio territoriale, spesso privo dei fondamentali dell’educazione civica.