Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Castello, la perla senz'anima

Fonte: L'Unione Sarda
18 aprile 2017

Lo storico rione fortificato continua a spopolarsi e fatica a convertirsi in zona turistica

 

Zero servizi, niente poste né bancomat. E i residenti fuggono

 

 

Piazza Carlo Alberto, mattina di primavera. «Qua quando ero piccolo era come un paese, i bambini giocavano per strada e nelle notti d'estate si arrostiva la carne tutti insieme: portavamo fuori i tavoli e le sedie e si faceva festa». Luca è un castellano doc. Vive nel quartiere storico di Cagliari da 44 anni e l'ha visto trasformarsi. Spopolarsi, immalinconirsi, ridursi a uno splendido monumento un po' decadente che piace ai turisti ma a cui forse hanno rubato l'anima popolana.
I castellani sono rimasti pochi, quassù da dove si domina tutta la città e mare e cielo si confondono all'orizzonte. Era un quartiere difficile, Castello. Una fortezza ad alta densità demografica dove gli altri, i non castellani, avevano paura di entrare. Un mondo a parte, fatto di strette viuzze, botteghe, sottani - i basciu - in cui in pochi metri quadri vivevano nonni, figli e nipoti. Ma anche di palazzi aristocratici, appartenuti alle dinastie che hanno fatto la storia della città. Miseria e nobiltà.
Dagli anni '70, quando iniziò l'esodo dei castellani verso i palazzoni popolari delle nuove periferie, l'emorragia è stata inarrestabile. Negli ultimi 15 anni il quartiere ha perso il 14 per cento dei residenti, passando dai 1649 del 2002 ai 1417 attuali. Trent'anni fa erano il doppio, forse il triplo. Molti palazzi fatiscenti sono stati acquistati e ristrutturati da architetti, avvocati, imprenditori che però non vivono il quartiere e non si vedono mai. Le attività commerciali hanno chiuso in massa: laboratori artigiani, botteghe, ceramisti, falegnami. Resistono sette o otto negozi, una panetteria, qualche bar e trattoria. Non c'è più l'ufficio postale né il bancomat, mancano edicola e tabaccheria, ha chiuso l'agenzia funebre e l'unico servizio di trasporto pubblico è il pollicino, che però passa solo di rado. In compenso oggi Castello è una delle mete più apprezzate dai turisti, perché è davvero di una bellezza che toglie il fiato. Ma anche loro storcono il naso: «Il posto è stupendo - è il coro unanime - ma l'accesso è faticoso, ci sono pochi servizi ed è tutto un po' troppo fatiscente. Non è valorizzato».
Massimo Ledda