Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

A Cagliari, quartiere di Is Mirrionis, rinasce il teatro.

Fonte: L'Unione Sarda
11 aprile 2017

A Cagliari, quartiere di Is Mirrionis, rinasce il teatro. Per un'impresa culturale di alto livello Su il sipario, questo è il Ts'E
Una scommessa? No, è arte 

C osa dare a un quartiere per renderlo più piacevole? Un luogo per fare spettacoli. È con questa idea, tra il sociale e l'artistico, che il Teatro del Segno ha preso l'iniziativa di riaprire il grande salone di Sant'Eusebio, in via Quintino Sella a Cagliari, e rimettere in uso il suo piccolo palco e il sipario di tessuto rosso. Ciò avviene a Is Mirrionis, dice Stefano Ledda, capo cordata di un'impresa culturale che ha l'appoggio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari e del parroco don Ferdinando Caschili. Le sedie ci sono, anche se ancora i lavori di ripristino sono in corso.
Novantanove poltroncine, per un pubblico che gli organizzatori sperano di coinvolgere ogni giorno o quasi, facendo sentire le persone a casa loro. Il teatro fu costruito contestualmente all'intero corpo del complesso religioso a metà degli anni '60 e non è mai stato chiuso. Spazio prezioso e vasto che ora una compagnia coraggiosa ha preso in carico per farlo funzionare e vivere con l'aiuto di parecchi partner. Per esempio, il Dipartimento di Salute mentale con cui collabora attivamente, e da tempo, nella lotta al gioco d'azzardo giovanile. I compagni di strada sono parecchi: Teatro Tages, Luna Scarlatta, Accademia Internazionale della Luce, AIDI (associazione Italiana di Illuminazione Sardegna) Doc Servizi, CeDac.
Si parte subito, il 22 aprile, con un programma molto variegato - comprensivo anche di laboratori per le scuole - che si concluderà il 28 maggio. A aprire il new deal del Ts'E , questa la sigla del neonato, è Rossella Faa con le ricette e le canzoni di “Baa-Bai”. A seguire, “Clocharme” di Serenella Converti, “Baroni in laguna” da Giuseppe Fiori, “Esodo” di Valentino Mannias, “Chi era Giacomo Serra” ispirato a Sergio Atzeni e Giuseppe Dessì. Nella sezione “Teatro e marmellata”, adatta a grandi e piccini, un adattamento di “Gianni Schicchi” realizzato da Stefano Ledda in collaborazione con gli allievi della Università della Terza Età di Villacidro; “Il filarmonico” con le marionette a filo di Agostino Cacciabue e Rita Xaxa; un omaggio a Gianni Rodari, “La fantasmagorica historia del Principe Ragno”, con i burattini di Rahul Bernardelli; un tributo ai sommi Shakespeare, Moliére e Goldoni con “Amori da Palcoscenico”.
Undici titoli, di sabato e di domenica, ottimi attori e ottimi musicisti. «Abbiamo bisogno di micro mecenati», dichiara il direttore artistico, «le spese sono ingenti». I prezzi non sono esosi: una card cumulativa a 40 o 50 euro, ticket singolo dai 10 ai 13 euro e, novità, il “biglietto sospeso”. Come il caffè, che lasci pagato a uno sconosciuto.
Alessandra Menesini

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