Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Addio ai tavolini nei locali del centro a Cagliari fra le esigenze di uno sviluppo turistico e il di

Fonte: Vistanet Cagliari
31 marzo 2017

Addio ai tavolini nei locali del centro a Cagliari fra le esigenze di uno sviluppo turistico e il diritto al riposo

all’aperto. La Regione Sardegna, accogliendo la richiesta del comitato di cittadini “Rumore No Grazie”, ha intimato all’amministrazione comunale di provvedere entro quindici giorni ad emettere un’ordinanza per rimuovere i tavoli all’aperto, pena il commissariamento della Giunta Zedda.

L’ordinanza dovrà contenere il divieto di fare servizio ai tavolini esterni dopo la mezzanotte nei giorni feriali, e dopo l’una nel fine settimana. Per Marco Marini, ex assessore regionale negli anni novanta e membro del comitato “Rumore no grazie”, si tratta innanzitutto di una questione che riguarda la salute e la vita delle persone: «Cagliari è una città con un alto tasso di inquinamento acustico. Il limite è previsto dalla legge ed è fissato a 45/50 decibel all’emissione. Considerando che una persona che parla normalmente produce circa 65 decibel, vien da sé che la presenza dei tavoli in strada supera di gran lunga quanto consentito. Oggi quartieri come Marina e Stampace sono quartieri “farmacolizzati” – continua Marini – Gli abitanti sono costretti ad assumere farmaci e sonniferi per poter riposare, i bambini si addormentano a scuola a causa delle notti insonni. Il livello di inquinamento acustico è ormai fuori controllo e la legge 447/95 obbliga i comuni a rientrare nei parametri stabiliti, perché ne va della salute dei cittadini». Da qui l’accoglimento della richiesta di commissariamento del Comune di Cagliari, qualora non provveda a intimare agli esercizi commerciali i limiti già detti.


Il discorso non vale però soltanto per i locali del centro. Le rilevazioni effettuate hanno rilevato il superamento dei limiti consentiti anche in altre zone della città, fra cui il CEP, Pirri, Is Mirrionis e Sant’Avendrace. La posizione di Marini e del comitato “Rumore no grazie” non ammette ulteriori margini di trattativa: «Il Comune deve prendere atto del suo immobilismo sulla questione negli ultimi sei anni. La legge fissa dei limiti e l’amministrazione deve farli rispettare».



Oltre alle esigenze di chi chiede un riposo tranquillo, l’altra faccia della medaglia è quella del diritto d’impresa, dello sviluppo economico e di una città che si propone come meta turistica. Emanuele Frongia è il presidente del Consorzio dei Commercianti del Corso Vittorio Emanuele, oltre che titolare di alcuni locali in città: «Il paradosso è che, se da un lato le istituzioni regionali mettono in campo politiche volte allo sviluppo turistico, addirittura con un assessorato dedicato, dall’altra parte forza la mano impedendo, nei fatti, che Cagliari possa offrire svaghi e divertimenti a chi arriva a visitare la città, come accade in tante altre realtà europee». Per Frongia, gli effetti che l’ordinanza produrrà sono chiari: «Chiedere a un ristorante di mandare via i clienti dai tavoli esterni dopo la mezzanotte, equivale a vietargli di fare un servizio all’aperto. All’inizio della stagione turistica, questo comporterà gravi danni non soltanto agli esercenti, all’occupazione e all’economia cittadina, ma sarà un grave danno di immagine per Cagliari». Frongia cerca una soluzione, un punto d’incontro con le ragioni del gruppo di cittadini promotore della battaglia anti-rumore: «Vogliamo trovare una soluzione al pari dei residenti, anzi, vogliamo farlo insieme a loro. Esistono le tecnologie per limitare l’impatto sonoro prodotto dai clienti che chiacchierano seduti al tavolo, ma più semplicemente, si può utilizzare un servizio di steward che si preoccupi di invitare le persone troppo “rumorose” ad abbassare il tono della voce. Eliminare i tavoli non risolverebbe il problema di chi legittimamente chiede di poter riposare la notte, perché le strade del centro sarebbero comunque popolate e senza l’invito da parte dei titolari dei locali, forse l’inquinamento acustico sarebbe anche più alto».

I tempi per l’apertura della stagione sono ormai molto stretti, e difficilmente sufficienti a trovare la soluzione. Ma Frongia e il consorzio dei commercianti, proveranno ad riaprire il dialogo con la Regione e con i cittadini interessati: «Il 29 Aprile è previsto l’incontro “Cagliari 3.0 Quale Estate? – dialogo tra operatori e cittadini”. Ho sempre pensato che nella condivisione e nella mediazione ci sia il segreto di una pacifica convivenza. Per questo inviteremo anche i residenti delle zone interessate per esporre il loro punto di vista. Ma Alla luce della richiesta della Regione alla Giunta Zedda, credo che dovremmo anticipare l’incontro. Se davvero saremo costretti a rimuovere i tavoli per il servizio esterno, molti locali saranno costretti a licenziare, o nel migliore dei casi, a non assumere nuovi lavoratori per la stagione estiva».