Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Cagliari, viaggio alla scoperta dei resti delle torri di Sant’Elia. La storia dei baluardi che difes

Fonte: Vistanet Cagliari
21 marzo 2017

Cagliari, viaggio alla scoperta dei resti delle torri di Sant’Elia. La storia dei baluardi che difesero la città da Saraceni e Francesi

Durante la dominazione spagnola per fronteggiare i ripetuti assalti dei pirati Saraceni venne rafforzato il sistema di controllo delle torri costiere isolane. Sul promontorio di Capo Sant’Elia vennero edificate nuove torri e furono consolidate le strutture erette durante il periodo della presenza pisana. Tra il 1282 ed il 1638 ne furono costruite sei: la torre di Sant’Elia, la Turris Muscarum, la torre di Cala Bernat (o de su Perdusemini), quella del Poetto, la torre di Cala Fighera (distrutta) e la torre dei Segnali.


Attualmente ne sopravvivono quattro, due delle quali in pessime condizioni. Fatta eccezione per l’ultima, che rientra nella categoria delle torri da difesa in quanto armate con cannoni, tutte le altre erano delle postazioni di avvistamento sprovviste di artiglieria.

La prima fortificazione sorta sul promontorio cagliaritano fu la Torre di Sant’Elia, cilindrica, edificata nel 1282. La torre pisana, con la sua modesta guarnigione di due uomini, che vi prestavano servizio solo nella buona stagione, fu per tre secoli l’unico presidio del Capo Sant’Elia. Dopo l’attacco barbaresco del 1582,  che interessò i villaggi di Quartu, Pirri, Monserrato e Quartucciu, ne furono costruite altre due: la Turris Muscarum (che non esiste più), a Calamosca, e quella di Cala Bernat, identificabile con la Torre de su Perdusemini.

Al 1597 dovrebbe invece  risalire la Torre del Poetto posta all’estremità della Sella del Diavolo per assicurare la sorveglianza della zona delle saline. Quanto alla Torre di  Cala Fighera non ne resta più traccia, ma è da ritenere si trovasse sulla dorsale rocciosa di Murr’e Porcu.

Nel 1638 fu edificata la torre di Calamosca (o dei Segnali) che ebbe una funzione importante nel 1793, in occasione dell’attacco francese a Cagliari.

Dopo il ritiro della flotta francese, il timore di un imminente ritorno offensivo indusse l’Amministrazione delle Torri a realizzare più valide opere di difesa: i forti impiantati a Monte Urpinu, al Margine Rosso e sul Capo Sant’Elia.

 

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