Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Piccoli migranti. Viaggio a puntate nelle storie dei minori che sbarcano in Sardegna, dalla detenzio

Fonte: Vistanet Cagliari
16 marzo 2017

Piccoli migranti. Viaggio a puntate nelle storie dei minori che sbarcano in Sardegna, dalla detenzione in Libia ad una difficile integrazione


 
Il dramma è racchiuso in pochi numeri. Nei primi otto mesi del 2016 sono arrivati in Sardegna 1.200 minori stranieri non accompagnati e sono stati quasi 14 mila quelli arrivati in totale sulle coste italiane, più di quelli sbarcati in tutto il 2015. Un esodo di innocenti, accomunati non solo dalla speranza di una vita migliore in Europa ma anche da un passato di sofferenze inenarrabili. A squarciare il  velo sulla reale condizioni vissute da questi bambini e ragazzi nelle traversate in mare, e ancor prima nell’attesa in qualche prigione in Libia, ci ha pensato  Save the children.

Nel marzo dello scorso anno, l’organizzazione indipendente tra le più attive al mondo nella tutela dei diritti dei bambini, ha svolto diversi colloqui individuali con i minori appena sbarcati a Cagliari. «Il 21 marzo 2016 sono sbarcati in Sardegna, nel porto di Cagliari, 667 migranti salvati in diverse operazioni in mare e provenienti da Eritrea e Somalia, fra cui 147 minori non accompagnati. Molti minori – si legge nel report – hanno dichiarato di avere parenti in altri paesi europei che vorrebbero raggiungere […]. Tutti i minori arrivati in Sardegna con questo sbarco hanno raccontato di essere stati detenuti in luoghi sotterranei, in mano a diversi gruppi che chiedevano soldi in cambio della liberazione o pretendevano la conversione all’Islam. Alcuni sono stati picchiati e hanno raccontato anche di persone uccise». Si tratta di bambini e di ragazzi che lasciano le coste libiche e arrivano in Italia da soli o con riferimenti spesso poco affidabili. Spinti dalle famiglie, o fatti salire forzatamente sui barconi, partono ignari della destinazione o con un’idea vaga di Europa. E quando arrivano si trovano ad affrontare una situazione complessa.

«I nostri operatori – prosegue il report- hanno visitato 5 strutture (4 in provincia di Cagliari ed 1 in provincia di Oristano) rilevando anche alcune criticità legate a: condizioni di promiscuità fra adulti e minori insufficiente preparazione degli operatori impiegati nelle strutture di accoglienza in alcuni casi scarsa distribuzione di beni di prima necessità, in particolare di vestiti. Gli operatori stanno svolgendo un’altra missione per raggiungere, informare e supportare i minori non accompagnati che si trovano nelle strutture non ancora visitate, in particolare nelle province di Nuoro e Sassari, nonché per contribuire a supportare le Autorità locali nel dare seguito ai casi vulnerabili e di potenziale ricongiungimento familiare individuati».



Il sistema di accoglienza in Sardegna è anche per i minori problematico e basato ancora sull’emergenza. E sebbene l’emergenza migranti abbia interessato in misura ridotta la Sardegna, rispetto alle altre regioni del Sud Italia, l’accoglienza di queste popolazioni ha avuto un impatto economico e sociale, oltre che organizzativo, che non è stato ancora elaborato a pieno dalle istituzioni. Ma come viene gestito concretamente? Quali prospettive di integrazione e di crescita si riesce ad offrire a questi ragazzi? E, soprattutto, quali aspettative e desideri hanno questi giovani per il proprio avvenire?