Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Cielo Nero, domani la rappresentazione teatrale di Cada Die che ricorda i terribili bombardamenti su

Fonte: Vistanet Cagliari
17 febbraio 2017

Cielo Nero, domani la rappresentazione teatrale di Cada Die che ricorda i terribili bombardamenti su Cagliari del 1943

Cagliari come Aleppo, come la Beirut degli anni ottanta o Sarajevo nei novanta. Domani alle 21 e in replica sabato, va in scena nella cripta della chiesa di Santa Restituta a Stampace la rappresentazione teatrale “Cielo Nero”, che racconta i bombardamenti del 1943, quando da febbraio a maggio il capoluogo sardo fu ridotto ad un cumulo di macerie dall’aviazione americana e alleata.

Voluto dall’associazione Cada Die, lo spettacolo racconta la devastazione della città, obiettivo delle bombe che distrussero oltre il 70 per cento delle costruzioni architettoniche e sotto le quali persero la vita oltre duemila persone. Il testo, portato in scena da Pierpaolo Piludu e diretto da Mauro Mou, ricalca i racconti dei nostri nonni, di coloro, cioè, che hanno vissuto in prima persona quei tragici momenti. Cielo Nero è l’ultima tappa di un percorso iniziato dalla compagnia teatrale sarda nel 2005, quando furono organizzati dei laboratori sul tema della Seconda Guerra Mondiale nell’Isola. Da allora, grazie anche alla collaborazione con l’Università di Cagliari, il progetto si è arricchito con un archivio di filmati dell’epoca, 130 testimonianze dirette di quei momenti, e con un documentario prodotto da Rai Sardegna e che verrà trasmesso domani alle 16 su Rai Storia. Oggi alle 20 ci sarà un’anteprima alle 20 aperta soltanto ai residenti del quartiere Stampace, particolarmente bersagliato dai bombardieri alleati. La scelta della cripta di Santa Restituta, luogo sicuramente poco accogliente per uno spettacolo teatrale, non è del tutto casuale. «Abbiamo scelto questo spazio per restituire, per quanto possibile, l’atmosfera di quei giorni», spiega Francesco Nicolini, coautore con Piludu, del testo in scena questi giorni. La cripta, umida e buia, fu utilizzata durante i bombardamenti come rifugio per le popolazioni. Cittadini impauriti dal frastuono delle bombe e dalle esplosioni, con un cappotto sopra il pigiama, segno di una fuga frettolosa dal calore delle proprie case. L’opera teatrale racconta la storia di due fratelli gemelli, Efisio e Antioco Mereu, costretti loro malgrado a fare i conti con la tragedia della guerra e della follia dell’Italia fascista che entrò nel conflitto in maniera dissennata e improvvisata.