Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

Un viaggio per non dimenticare l’orrore della Shoà. I giovani sardi alla scoperta dei luoghi dell’Ol

Fonte: Vistanet Cagliari
30 gennaio 2017

Un viaggio per non dimenticare l’orrore della Shoà. I giovani sardi alla scoperta dei luoghi dell’Olocausto


 

Dalla Sardegna in Polonia con un imperativo: non dimenticare! Anche quest’anno l’Arci Sardegna promuove “I Viaggi della Memoria”, un progetto educativo che dal 2012 ha permesso a oltre 400 ragazzi sardi, fra i 18 e i 25 anni, di partecipare ad un percorso di cittadinanza attiva a partire dallo studio dei fatti e dei luoghi che hanno riguardato l’Olocausto. Dal 2 al 8 febbraio 2017, 56 giovani sardi accompagnati da 5 tutor partiranno per Cracovia, per ripercorre i fatti e vivere i luoghi dell’Olocausto. L’iniziativa ha avuto il patrocinio e il sostegno della Presidenza del Consiglio regionale, dell’Assessorato della Pubblica istruzione e il contributo della Fondazione di Sardegna. Hanno aderito al progetto anche 19 comuni sardi che hanno promosso la partecipazione dei propri giovani.

Suddiviso in tre momenti distinti ma intessuti tra loro, il progetto prevede un corso di formazione storica, un viaggio nella città di Cracovia con visita al ghetto ebraico, alla fabbrica di Oskar Schindler e al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, e un momento di restituzione da parte dei ragazzi nei comuni di appartenenza dell’intera esperienza. I ragazzi raggiungeranno Cracovia in treno, con partenza dal Brennero, dove incontreranno gli altri giovani provenienti da tutta Italia. La scelta del mezzo di trasporto non è casuale. Prima che essere simbolico, infatti, il treno offre – come hanno spiegato gli organizzatori – dei momenti di confronto e di dialogo che altri mezzi di trasporto non permettono.

<< La prima parte del percorso – spiega Carlotta, tutor e ex partecipante – la ultimiamo in questi giorni con due incontri pre partenza che ci serviranno a consolidare il gruppo e a rafforzare il lavoro fatto sino ad oggi>>. I ragazzi hanno, infatti, preso parte a due incontri per ciascuna area di appartenenza (nord, centro e sud Sardegna) e, dopo il viaggio, concluderanno l’esperienza con altri incontri che serviranno al gruppo per riportare l’esperienza, raccogliere le sensazioni, le emozioni che già da ora stanno emergendo. << Sono felice di partecipare – ha detto Roberto – è un’esperienza importante per me e per la mia formazione e sono felice di poterla fare adesso>>.

<< Abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché sono convinto che si tratti di un utilissimo investimento in civiltà. Quando visitai il campo di sterminio con i ragazzi partiti da Sassari, fu un’esperienza toccante – ha raccontato il presidente Gianfranco Ganau – ha avuto su di me un impatto emotivo unico>>.

<< Si tratta di progetto che non è la solita iniziativa in ricordo di un orrore così doloroso – ha sottolineato l’assessora Firino -. Permette ai ragazzi di toccare quel dolore, almeno in parte, e di provare a capire quello che hanno vissuto milioni di persone rinchiuse in quei campi. Oggi il nostro pensiero deve andare a tutti coloro che hanno pagato con la vita la propria identità, la propria appartenenza a una comunità. Abbiamo il dovere di contrastare ogni forma di violenza e odio e diffondere la cultura del rispetto, della diversità>>.

L’intero percorso formativo si inserisce nella rete Promemoria_Auschwitz che promuove a livello nazionale delle iniziative di educazione alla cittadinanza europea per educare i giovani alla partecipazione libera e critica. << In un momento in cui l’Europa stessa ha difficoltà a trovare le ragioni del suo essere unita– ha detto Franco Uda, Segretario regionale Arci Sardegna –, dobbiamo far scaturire qualcosa da questo ricordo dobbiamo collegare la memoria al futuro. La storia insegna solo se la sappiamo coinvolgere in percorsi come questi, perché da quella memoria storica siamo in grado di riconoscere ciò che è pericoloso per la nostra democrazia>>.

<< Vogliamo che non si ripetano più fatti come quelli accaduti a causa del nazifascismo – ha ribadito Marino Canzoneri, Presidente di Arci Sardegna -. Non si deve permettere più che nel mondo le persone siano distinte in base alla propria identità intima, religiosa o alle caratteristiche fisiche>>.